Vasile, il retroscena da brividi: con il figlio e il corpo senza vita… (2 / 2)

 

Le telecamere, i dati del Gps e le prime testimonianze raccolte da coloro che si stanno occupando del caso,  ricostruiscono una sequenza agghiacciante di fatti commessi da Vasile. La guardia giurata,  intorno alle 2:38 del mattino del 16 maggio,  ha lasciato, a bordo della sua auto,  il  residence e all’interno del veicolo c’erano proprio i resti della povera Denisa.

Alle 3:29,  ha raggiunto la sua abitazione, situata a Monsummano Terme e il  giorno successivo, alle 8:16 , ha accompagnato i figli all’asilo, forse proprio con la valigia, contenente la salma di Denisa, nell’auto.

Alle 8:35  è rincasato e alle 9:30 si è diretto verso le colline delle Panteraie, a Montecatini, in cui si è trattenuto solo 11 minuti, forse per gettare il corpo fra i rovi. Poco dopo, si è recato nel  centro  commerciale di Massa e Cozzile, senza pensarci su un secondo, con grande lucidità.

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Il gip ha  descritto Vasile come  “lucido e organizzato”,  rimarcando come non possa aver fatto tutto da solo. Nel giardino dell’abitazione di Monsummano, quella in cui lui vive con i figli e ma moglie,  sono state ritrovate lame bruciate, che sembrerebbero essere compatibili con un’accetta o una mannaia, con cui Denisa è stata decapitata con un colpo netto.

Le indagini  sul femminicidio di  Denisa proseguono senza sosta e si intrecciano con quelle di un’altra donna cui la guardia giurata avrebbe tolto la vita a luglio 2024, Ana Maria Andrei, anche lei fatta fuori  con le stesse modalità, il che confermerebbe il   modus operandi ricorrente, aprendo l’ipotesi di un complice  che possa aver aiutato il 32enne nel compimento del delitto. Di ora in ora, spuntano dettagli davvero agghiaccianti, capaci di rendere lo scenario ancora più macabro di quello che è stato delineato agli inizi.