Tra le aule del Tribunale di Padova sono stati ascoltati gli audio strazianti registrati da Nicoleta Rotaru prima di essere datta fuori dal marito. In essi sente la voce di Nicoleta che allontana il 43enne, dicendogli “Vai via, maiale“, prima che Zorzi, 43 anni, attualmente in cella, la colpisca. L’uomo ha dichiarato di non essersi avvicinato a lei per toglierle la vita.
Ha detto che la Rotaru stava respingendo il suo approccio intimo, e che sapeva che lo avrebbe denunciato, per poi aggiungere: ” Se lo avesse fatto, me ne sarei andato in Inghilterra a fare il camionista”.
Per l’accusa, il movente del femminicidio ruota attorno all‘approccio intimo rifiutato , ma Zorzi si è avvalso della facoltà di non rispondere anche quando la legale della famiglia di Nicoleta gli ha chiesto come mai avesse registrato un “discorso” per dire alle figlie che la loro madre era deceduta.
L’uomo si è limitato a dire di averlo fatto perché non sapeva come comunicare alle figlie che la madre non c’era più. Nicoleta e Erik si erano conosciuti nel 2005, su un sito online. Lui viveva a Padova e lei in Moldavia, sino a congiungersi in matrimonio, in Italia. La 39enne, dopo aver messo al mondo le figlie, voleva iscriversi all’università, trovare un lavoro che le piacesse, essere una donna indipendente. Dal momento che i litigi col marito erano frequenti, aveva chiesto la separazione dall’uomo.
Vivendo col timore che lui potesse farle del male, registrava tutte le notti, col suo cellulare, e lo ha fatto anche nella sua ultima notte su questa terra. L’ultimo audio, della durata di 2 ore, ha ricostruito tutto, dal litigio, alle urla, sino alle frasi di supplica, persino i rumori del trascinamento di un corpo, dopo che la donna è stata strangolata con una cintura al collo.