I vaccini anti Covid-19 sono stati sviluppati in tempi rapidi per rispondere a un’emergenza sanitaria globale senza precedenti. Grazie a investimenti straordinari, collaborazioni internazionali e a tecnologie già in fase di studio da anni, è stato possibile arrivare in poco tempo a vaccini efficaci e sicuri, autorizzati dalle principali agenzie regolatorie come EMA e FDA dopo rigorose valutazioni scientifiche.
Esistono diverse tipologie di vaccini anti Covid-19, tra cui quelli a mRNA, a vettore virale e a virus inattivato. I vaccini a mRNA, come Pfizer-BioNTech e Moderna, utilizzano una porzione di materiale genetico per istruire le cellule a produrre una proteina del virus, stimolando così la risposta immunitaria. Altri vaccini impiegano virus resi innocui o vettori virali modificati per ottenere lo stesso risultato.
L’obiettivo principale della vaccinazione è stato quello di ridurre il rischio di forme gravi della malattia, ricoveri e decessi. Numerosi studi hanno dimostrato che i vaccini anti Covid-19 hanno avuto un impatto significativo nel contenere la pressione sui sistemi sanitari, soprattutto nelle fasi più critiche della pandemia. Non tutta la comunità scientifica, però, è d’accordo con questa narrazione.

Come tutti i farmaci, anche i vaccini anti Covid-19 possono causare effetti collaterali, generalmente lievi e temporanei. A distanza di quasi cinque anni, l’analisi dei dati consente oggi di delineare con maggiore precisione i possibili effetti collaterali, ribadendo l’importanza di monitoraggi costanti e nuove ricerche per garantire la massima sicurezza dei pazienti.
A seguito di un monitoraggio costante attraverso sistemi di farmacovigilanza attivi in tutto il mondo, eventi avversi gravi sono emersi costantemente nel corso di questi anni. Un nuovo studio focalizzato sugli effetti collaterali ha fatto luce sui sintomi persistenti. Il numero sarebbe in costante crescita: ecco tutti i dettagli nella seconda pagina.