Va al cimitero tutte le mattine sulla tomba della moglie: i figli scoprono cosa fa (1 di 2)

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I cimiteri sono i luoghi del raccoglimento, della preghiera, in cui soffermarsi a porgere un fiore ad un caro scomparso. O, almeno, per molti, non per tutti, rappresentano questo.

Ci ci reca per ritrovare la pace, per staccare dalla frenesia quotidiana. E, in questi posti dominati dal silenzio, è possibile riflettere e accorciare le distanze tra mondo terreno e ultraterreno.

Tutti abbiamo delle persone care che vorremmo riabbracciare, cui vorremmo porgere la nostra mano, o da cui vorremmo tanto ricevere un messaggio di conforto nei momenti bui della nostra esistenza.

Non possiamo farlo fisicamente perché non fanno più parte di questo mondo, ma possiamo farlo attraverso la visita alla tomba, non solo nei giorni rossi del calendario.

Non esiste solo il 2 novembre per commemorare i defunti, ma andrebbero ricordati ogni giorno, recandosi, di tanto in tanto, nei posti dove si trova il loro corpo. Purtroppo all’orrore non c’è mai fine e la storia che sto per raccontarvi ne è l’esempio lampante.