
La notizia che ha scosso il mondo politico italiano è arrivata nella serata del 19 marzo 2026: Umberto Bossi, il fondatore della Lega Nord, si è spento all’età di 84 anni a Varese. Le sue condizioni, già estremamente fragili a causa di una storia clinica tormentata, hanno subito un progressivo aggravamento che i medici non sono riusciti a contenere, segnando la fine di un’epoca.
Il calvario del Senatùr ebbe il suo spartiacque l’11 marzo 2004, quando fu colpito da un ictus cerebrale causato da un aneurisma. Quel giorno, il leader fu trasportato d’urgenza all’ospedale di Cittiglio e poi trasferito a Varese, dove rimase sospeso tra la vita e la m*rte per settimane, affrontando una lunghissima riabilitazione in una clinica svizzera che lasciò segni permanenti, come l’emiparesi al lato sinistro.
Nonostante la parziale paralisi, Bossi tornò sulla scena pubblica nel 2005, ma la sua salute rimase un fronte sempre aperto: nel febbraio 2019 un nuovo malore lo colse nella sua abitazione di Gemonio, costringendolo a un trasporto in elisoccorso e a un periodo in rianimazione.

Anche in quell’occasione, la caduta e la perdita di sensi avevano fatto temere il peggio, rivelando la vulnerabilità di un uomo che aveva ammesso, anni prima, di aver pensato di lasciarsi andare.Negli ultimi anni, la sua presenza a Montecitorio si era fatta sempre più rara e simbolica; l’ultima apparizione significativa risale all’elezione di Lorenzo Fontana, un momento in cui la sua figura appariva ormai come un’ombra del leader carismatico di un tempo.
Il decesso è avvenuto dopo che la stabilità vitale è venuta meno, chiudendo una parabola umana e politica segnata da un’incredibile forza di volontà contro un destino avverso. L’ultimo malore ieri sera 19 Marzo a cui è seguita una corsa in ospedale dove purtroppo Bossi è poi deceduto.