Tv sotto choc, l’amatissimo attore ha ucciso la mamma (1 di 2)

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Ci sono casi di genitori che uccidono i figli, proprio come l’ultimo di cronaca nera che ha interessato il nostro Paese, riguardante l’omicidio della piccola Elena Del Pozzo, per mano della madre, la reo confessa Martina Patti, che l’ha accoltellata con 11 fendenti e sepolta in un campo incolto, e casi, al contrario, di figli che uccidono i genitori.

La cronaca italiana è piena, purtroppo di casi in cui i figli hanno ucciso i genitori. Giusto per citare i più significativi: Erika De Nardo e Omar, Pietro Maso, Elena e Giovanni, Marco Eletti, fino al caso più recente di Benno Neumair. Ma, andando indietro nel tempo, non posso non citare il caso di Valerio Ullasci, che massacrò a colpi d’ascia i genitori; i coniugi Nicolini, uccisi e squartati dal figlio Carlo, Igor Diana che uccise a bastonate i genitori adottivi per poi suicidarsi.

Ma perché i figli arrivano ad uccidere chi li ha dato la vita? Spesso per motivi futili o, addirittura, senza un motivo; in altri casi per soldi, per la necessità di togliere di mezzo il genitore che funge da intralcio alla loro relazione, per contrasti familiari.

Le motivazioni, insomma, sono davvero tantissime e, da sempre, questi casi suscitano una grossa curiosità mediatica, sconvolgendo l’opinione pubblica per la loro efferatezza. Spesso il figlio, che diventa assassino, è determinato a voler far fuori il padre o la madre o entrambi i genitori, non mostrando alcun segno di pentimento, dopo aver commesso l’azione omicidiaria.

A questo si aggiunge, spesso, l’apparente normalità con cui porta avanti la sua esistenza sia nei giorni precedenti il delitto che in seguito, dopo essersi sbarazzato del padre o della madre, tanto da rendersi insospettabile. In molti casi, infatti, trascorre molto tempo prima che gli inquirenti riescano a ricondurre al figlio la commissione del reato.