Tremendo dramma in Italia: non c’è stato nulla da fare (2 / 2)

Davanti a un’anima così piccola che vola via, anche la divisa più resistente vacilla, e il silenzio che scende sulla carreggiata diventa una preghiera laica per chi non c’è più. La comunità si stringe idealmente attorno a quella famiglia, consapevole che non esistono parole capaci di colmare l’abisso che si è aperto sotto i loro piedi. È un dolore che toglie il fiato, che rende ogni respiro successivo un atto di pura sopravvivenza.

Un tremendo sinistro  si è consumato  lungo l’autostrada A21 Torino-Piacenza, nel tratto tra il casello di Felizzano e l’uscita di Asti Est, in direzione Torino. Un tratto di strada rettilineo che si è trasformato in teatro di lacrime.  Da una prima ricostruzione, il bimbo viaggiava su una moto guidata dal padre quando, per causa in corso di accertamento, il mezzo si è scontrato con un’auto.

La collisione  avrebbe fatto perdere all’uomo il controllo della moto, che è finita contro il guardrail laterale, sbalzando i due occupanti. I soccorsi sono scattati immediatamente. Sul posto sono giunte diverse ambulanze, i Vigili del Fuoco e l’elisoccorso. I medici hanno tentato disperatamente di rianimare il piccolo per oltre mezz’ora, ma le conseguenze riportate nello scontro  erano troppo gravi.padre, rimasto fisicamente illeso, è stato assistito in stato di forte stato di sconvolgimento e trasportato all’ospedale Cardinal Massaia di Asti per ricevere supporto psicologico.

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Mentre il traffico si paralizzava, il corpo del bambino è stato adagiato sull’asfalto, coperto da un telo termico, in attesa del nulla osta del magistrato per la rimozione.

La notizia ha  raggiunto immediatamente tutta la penisola ,e   la comunità di origine della famiglia si è raccolta in preghiera, riaccendendo   prepotentemente il dibattito sulla sicurezza dei trasporti pesanti sulle nostre autostrade.
Resta l’immagine di un paio di scarpette rimaste sull’asfalto, ultimo segno di un passaggio terreno troppo breve. La A21 torna a scorrere, ma per il piccolo   il viaggio è finito lì, in quel chilometro maledetto che ha cambiato per sempre il colore del suo domani.