
Il picco di questo sciame sismico è stato toccato alle 23:48, quando una scossa di magnitudo 3.9 ha scosso il basso Tirreno. L’epicentro, localizzato in mare aperto, ha sprigionato la sua energia a una profondità tale da essere chiaramente percepita lungo la fascia costiera, in particolare nei piani alti degli edifici di Palermo e del trapanese.
Secondo i dati dell’INGV, la sequenza era iniziata già alle 22:00 con un primo evento di magnitudo 3.6 a ovest di Trapani. Nelle ore successive, i sismografi hanno contato almeno sei scosse rilevanti, tra cui un sussulto di magnitudo 3.7 avvertito distintamente alle 4:00 del mattino, mentre lo sciame si allargava verso Ustica e le Isole Eolie.
Nonostante la paura che ha spinto molti cittadini a cercare informazioni sui social o a scendere in strada, non si segnalano danni a persone o strutture. La distanza dalla costa ha fatto da scudo, attenuando l’i*patto dell’evento ondulatorio che ha attraversato le province di Palermo e Trapani, raggiungendo anche i comuni di Bagheria e Cefalù.

L’attenzione resta altissima presso la sala sismica di Roma, poiché il fronte sismico ha toccato anche l’area di Alicudi con un’ultima scossa di magnitudo 2.9 alle prime luci dell’alba.
I tecnici continuano a monitorare la situazione, valutando se questa raffica di scosse rappresenti l’assestamento definitivo di una faglia o l’inizio di una fase più complessa.Le autorità locali e la Protezione Civile rimangono in stato di allerta, sebbene la situazione attuale non presenti criticità immediate per la popolazione. Il monitoraggio costante è l’unica a*ma per decifrare il comportamento di un fondale marino che, in poche ore, ha ricordato quanto sia sottile il confine tra la quiete e il risveglio delle forze naturali.