Momenti di imbarazzo quelli vissuti proprio ad Arcore, davanti ai cancelli della Villa San Martino, dall’ex senatore di FI Antonio Razzi e dell’attore Massimo Boldi, rimasti fuori dalla villa in cui era in corso la camera ardente di Silvio Berlusconi, in attesa dei funerali. Razzi, al telefono con i giornalisti del Corriere, ha ricostruito la vicenda. Queste le sue parole: “Io vengo dalla Svizzera e sono molto preciso. Sapevo che non ci avrebbero fatti entrare perché avevo telefonato. Mi hanno risposto: “Non possiamo fare entrare lei, altrimenti tutta l’Italia vuole entrare”. E io non ho voluto insistere” .
Razzi ha aggiunto: “Avevo già saputo al telefono dalla segreteria che non facevano entrare nessuno, eccetto i familiari stretti. Non avevo intenzione di andare lì per farmi intervistare come ha fatto Massimo. Io sono andato per il presidente Berlusconi. Ho solo accompagnato Massimo che voleva entrare per forza. Domani invece sarò in chiesa per il funerale” .
L’idea sarebbe dunque stata di Massimo Boldi; il comico avrebbe insistito per recarsi ad Arcore, come racconta Razzi, dalle cui parole pare chiaro che il tentativo di entrare sia stato fatto ma non sia andato a buon fine. Dopo le tremenda gaffe su Twitter in risposta al video di Giorgia Meloni, Massimo Boldi, protagonista di trasmissioni come Drive In e Striscia la Notizia, ha effettivamente rilasciato un’intervista ai cronisti, proprio davanti ai cancelli di Villa San Martino, in cui ha espresso tutta la tristezza legata alla dipartita di Silvio.
L’attore ha dichiarato: “Vengo a Villa San Martino, così come sono venuto tante altre volte per divertirci e cercare di cancellare tutto ciò che non si voleva sentire. in questi ultimi tempi, lui aveva effettivamente bisogno di essere sostenuto e amato. E ora vado a trovarlo, come se fosse ancora qui”. Lui si è presentato alla camera ardente, in quanto legato al Cavaliere da un’amicizia sincera, decidendo di dargli un ultimo saluto, come se, in quella villa, non ci fosse la sua salma ma ancora Silvio in vita.
I motivi della cacciata? Semplicemente il rispetto del volere della famiglia Berlusconi, del loro dolore che hanno voluto condividere con le persone più strette. Nel bene o nel male, come si ripete in queste ore, la figura di Silvio Berlusconi ha infatti attraversato trent’anni di storia del nostro Paese, plasmandone fortemente le sembianze, per cui sarebbe stato impossibile, oltre che estremamente devastante, per i familiari, essere sommersi da innumerevoli visite alla camera ardente.