Svelati i significati dei tatuaggi di Matteo Messina Denaro (2 / 2)

Matteo Messina,  arrestato a gennaio 2023, si è spento a settembre scorso ma il clamore mediatico dato dalla notizia non accenna a diminuire, anzi, tutt’altro perché a distanza di diversi mesi dalla scomparsa del boss dei boss, dalle indagini della Procura di Palermo,  è emerso che il capomafia aveva tre tatuaggi, il cui significato è stato svelato.

A mezzo stampa abbiamo appreso che il boss aveva impresso indelebilmente sulla sua pelle,  la scritta:  “Ad augusta per angusta”, “VIII X MCMLXXXI” e “Tra le selvagge tigri”. I motivi per cui si è fatto tatuare proprio questo sono stati forniti dallo stesso padrino di Castelvetrano.

Nel corso di un colloquio con le sorelle,  lo stesso boss disse che il primo tatuaggio, fatto nel 2012, significava “alla gloria attraverso la sofferenza”,  ed era legato a  quando la figlia se ne andò (queste le testuali parole del boss). Il secondo tatuaggio risale all’8 ottobre 1981, una data scritta in numeri romani che rappresentava per il boss una data importante per lui, pur non specificando cosa fosse successo quel giorno.

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Del terzo tatuaggio disse che se l’era fatto sette o otto anni addietro.  Il padrino di Castelvetrano, latitante per 30 anni, parlò del significato dei suoi tre tatuaggi con la sorella Rosalia, che è stata arrestata,   e li indicò con l’iniziale C… iniziale in codice che sta a  indicare il tatuaggio. Lei, per ricordarselo, se lo appuntò e questo appunto è finito nelle mani dei carabinieri che lo hanno rinvenuto.

Nel diario scritto a meno dal boss, invece, era riportato che i tatuaggi non erano stati fatti “per seguire la moda”, ma rappresentavano il  suo vissuto e servivano a non dimenticare. Nonostante su di lui pendesse un mandato di cattura è certo che  Denaro si recava a Palermo con il suo prestanome, Andrea Bonafede,  condannato a sei anni e 8 mesi di reclusione,  per farsi tatuare o per mangiare in una trattoria in centro. Ma non è tutto, in quanto con il suo tatuatore usava il falso nome di Vito Ferreri, mentre con un operaio che doveva riparargli la lavastoviglie che aveva nella casa di Campobello di Mazara, si faceva chiamare Averna. Insomma,  continuano ad emergere  molti altri elementi inediti attorno alla vita del boss dei boss.