Svanita ogni speranza, il corpo del piccolo Mattia è stato ritrovato (1 di 2)

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Una terribile onda marrone lo ha strappato dalla braccia della madre, che ha cercato di tenerlo stretto a sé, fino a quando la potenza dell’acqua li ha divisi. Il nome di Mattia Luconi è rimasto, dal 15 settembre sera, nell’elenco dei dispersi.

Il Nevola, con tutta la sua forza, lo ha trascinato via, nonostante avesse cercato di tenersi aggrappato ad un albero. Di Matty, così felice del suo ritorno a scuola, come lo hanno descritto le sue maestre, con un sorriso speciale sul volto, non si è saputo più nulla.

Le ricerche, sono andate avanti senza sosta, nella disperata corsa contro il tempo di trovare vivi i dispersi nell’alluvione che ha devastato le Marche; regione per cui è stato dichiarato lo stato d’emergenza.

Incessante il lavoro dei vigili del fuoco, dei volontari della protezione civile, dei carabinieri, della guardia di finanza, dei sommozzatori e dei cani molecolari addestrati a San Marino e in Svizzera, tra i più efficienti nel ritrovamento di persone in qualsiasi stato si trovino. Intanto, Silvia e Tiziano, genitori di Mattia, non hanno mai smesso di credere che il loro unico figlio potesse essere vivo.

Tiziano, in particolare, ha sempre sperato che il suo adorato bambino potesse essere, da qualche parte, addormentato, svenuto, nascosto perché impaurito o fuggito al sicuro. Ma dove? Questa è la domanda che ha attanagliato i parenti del bimbo che non parla, è autistico, ma si esprime perfettamente con gli occhi… occhi in cui era racchiuso il terrore dinnanzi all’ondata che se l’è portato via.