Stupra la nipote che rimane incinta, lei stanca lo… (1 di 2)

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Tra le piaghe più devastanti e più difficili da debellare nella nostra società, vi è quella dello stupro. Si tratta di un flagello che non conosce età, razza, colore, sesso, perché gli aguzzini, gli orchi, i carnefici, non hanno alcuna pietà, agendo con assoluta crudeltà, con una furia ostinata.

La cronaca, nazionale ed estera, quotidianamente, ci mette dinnanzi alla realtà che non può essere ignorata. Spesso la situazione precipita drasticamente, in breve tempo.

In genere il decorso è rapido. Si parte solitamente dalle violenze verbali fino a quando insulti, diffamazioni, offese, sfociano in maltrattamenti, schiaffi, pugni, sfrattonamenti. Nei casi peggiori, in forte aumento, si giunge alle violenze sessuali, agli stupri.

E c’è un dato agghiacciante: spesso le vittime sono giovani donne, minorenni, adolescenti, che non riescono a sottrarsi alla ferocia inaudita degli aggressori che sfogano senza alcuna pietà i loro piaceri sessuali, le loro voglie, sulle loro prede.

Le conseguenze di tutto questo sono soprattutto psicologiche. Chi è vittima di uno stupro, spesso non denuncia per paura di severe ripercussioni. Ma subisce, passivamente, provando un senso di colpa, che degenera in ansia, depressione, sino al tentato suicidio per porre fine alla sua sofferenza.