Era il 9 novembre dello scorso anno quando un 18enne originario di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, fu colpito da un colpo di arma da fuoco, risultato purtroppo fatale. Paolo Stasi aveva aperto la porta della propria abitazione a quello che, con tutta probabilità, era un amico o conoscente, il quale non si è fatto però scrupoli a spingere il grilletto.
Dai risultati delle prime indagini è emerso subito un quadro preoccupante: è stato scoperto un losco giro di spaccio di sostanze stupefacenti. Il movente dell’omicidio sarebbe stato un debito di circa 5mila euro maturato dal giovane Stasi nell’ambito dell’attività di spaccio.
A finire in manette Luigi Borracino, all’epoca dei fatti ancora 17enne, ed il suo presunto complice, Christian Candita, di appena 21 anni. A finire nei guai anche le fidanzate dei due presunti colpevoli, che sebbene non direttamente implicate nell’omicidio, avrebbe avuto un ruolo nella rete di spaccio di sostanze stupefacenti.
Per questo motivo fa fidanzata 25enne di Luigi Borracino era costretta agli arresti domiciliari dallo scorso 22 maggio, con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. In queste ore il tribunale del riesame ha appena emesso una clamorosa decisione: dopo un mese di domiciliari la 25enne ritrovata una parziale e condizionata libertà.
La compagna del principale indiziato dovrà rispettare l’obbligo di dimora concesso dai giudici, con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle 21 di sera alle 7 di mattina. Naturalmente restano reclusi, invece, i due presunti colpevoli dell’omicidio che, da allora, non hanno mai rilasciato dichiarazioni.