Sottomarino Titan, l’annuncio della Guardia Costiera sui corpi (2 / 2)

A perdere la vita tra le sconfinate e oscure profondità dell’Oceano Atlantico questi 5 personaggi balzati, loro malgrado, agli onori delle cronache in tutto il mondo: il milionario 58enne britannico Hamish Harding, il businessman pakistano 48enne Shahzada Dawood  assieme al figlio 19enne Suleman, l’esploratore e pilota di sommergibili francese 77enne Paul-Henri Nargeolet e il 61enne Stockton Rush, il patron di OceanGate, l’azienda proprietaria del Titan.

Ci si chiede di cosa ne è stato dei loro corpi al momento del catastrofico incidente. Non c’è dubbio che l’implosione ne abbia determinato una morte violenta e praticamente sul colpo. Non c’è stato quindi quel macabro conto alla rovescia sulla fine dell’ossigeno presente in circolo nel Titan.

In queste ore la Guardia Costiera Usa ha reso noto con un comunicato il ritrovamento di resti umani tra i detriti recuperati del sottomarino. Il tutto è stato accuratamente raccolto e recuperato e sarà analizzato con delle indagini accurate che saranno effettuate in Canada, a Terranova.

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Il recupero dei detriti è stato condotto dalla canadese Horizon Artic, che si è servita di un veicolo telecomandato per scandagliare i fondali dell’Oceano. Il ritrovamento sarebbe avvenuto proprio nelle vicinanze della celebre prua del Transatlatinco, resa ben nota al grande pubblico da film e documentari.

Come ha dichiarato Jason Neubauer, a capo del Marine Board of Investigation (MBI), le analisi sui resti consentiranno di ricostruire più nel dettaglio cosa è accaduto al piccolo sottomarino: “C’è ancora molto lavoro da fare per capire i fattori che hanno portato alla catastrofica perdita del Titan e contribuire a garantire che un episodio simile non si ripeta mai più“.