“Sono rimasta incinta di mio fratello”. Cosa succedeva in questa famiglia (1 di 2)

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Ormai è un dato statistico che molti abusi avvengano all’interno delle mura domestiche. Una piaga devastante, alla quale non si riesce a porre rimedio, nonostante, da più parti, si continui ad imprecare un più rigido intervento da parte del legislatore.

Se per abitazione in molti intendono un luogo sicuro, in cui proteggersi dalla cattiveria del mondo; per molti altri non è così. E non lo dico io ma la cronaca, nazionale ed estera. Ci mette di fronte alla realtà dei fatti; quella che spesso ci rifiutiamo di vedere.

Ci mette di fronte all’orrore di storie che rasentano l’assurdo, che sconvolgono l’opinione pubblica, che fanno tanto discutere ma, ancora oggi, alla soglia del 2023, la situazione non è stata risolta, anzi, l’incubo degli abusi domestici continua.

Sempre più vittime, sempre più giovani donne, ragazzine, bambine, segnate per sempre dal ricordo di un incubo ad occhi aperti, di cui portano le cicatrici, sulla pelle e nell’anima.

Sono vittime innocenti, che non sono riuscite a sfuggire alle grinfie dei loro aggressori, dei loro aguzzini e carnefici. C’è chi, col tempo, ha trovato la forza di denunciare quanto le è accaduto, mentre c’è anche chi non ce l’ha fatta.