Sindrome di Tourette, ecco i sintomi a cui prestare attenzione (2 / 2)

Il Prof. Mauro Porta, consulente neurologo della Casa di Cura La Madonnina, fornisce una panoramica approfondita della sindrome. Descrive la sindrome come una condizione neuropsichiatrica, nota sin dai tempi antichi ma descritta più dettagliatamente nel XIX secolo da Jean-Martin Charcot e Gilles De la Tourette.

La sindrome di Tourette si manifesta solitamente tra i 5 e i 7 anni e può variare nel corso degli anni. I tic transitori durante lo sviluppo non sono rari, ma la diagnosi di sindrome di Tourette viene stabilita quando i disturbi persistono per più di un anno, includendo almeno un tic motorio e uno vocale. I tic possono essere classificati come semplici o complessi, con esempi come sbattere gli occhi per i tic semplici e scalciare per i tic complessi.

Questi tic possono essere controllati, ma possono manifestarsi più intensamente in situazioni di ansia o stress. Alcuni casi più complessi possono presentare anche sintomi di ADHD e OCD. Sebbene la coprolalia sia associata alla sindrome di Tourette nell’immaginario comune, non è così comune come si potrebbe pensare.

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La sintomatologia ossessivo-compulsiva tende a scomparire meno frequentemente con l’età adulta e può influenzare significativamente la qualità della vita del paziente, mentre i problemi di disattenzione e iperattività sono più comuni nell’infanzia e possono influenzare il rendimento scolastico.

La diagnosi è principalmente clinica e può richiedere diversi anni per essere confermata. Per quanto riguarda il trattamento, non esiste una cura specifica, ma possono essere utilizzate diverse strategie terapeutiche per gestire i sintomi. Questi includono terapie cognitive-comportamentali, farmaci e, nei casi più gravi, interventi chirurgici come la stimolazione cerebrale profonda. L’uso della cannabis per trattare la sindrome di Tourette è ancora oggetto di discussione, con alcuni pazienti che riportano benefici temporanei ma con rischi potenziali e limiti terapeutici.