Con l’apertura del testamento si è scoperto a sorpresa che non ne esisterebbe solo 1, ma ben 3 scritti in tempi diversi. Il primo, redatto nel 2006, riguarda l’eredità disponibile, che viene lasciata ai figli Marina e Pier Silvio; la restante parte è divisa tra i figli in parti uguali.
Il secondo testamento risale al 2020, e fu redatto prima di un ricovero al San Raffaele: in tale occasioni l’ex premier aggiunse un lascito di ben 100 milioni al fratello Paolo. L’ultimo testamento risale al gennaio del 2022, e contine due ulteriori lasciti: 100 milioni per Marta Fascina e 30 milioni all’amico Marcello Dell’Utri.
Nell’ultima versione del testamento è balzata all’occhio una omissione incredibile. Si tratta sostanzialmente di una lettera nella quale Silvio Berlusconi si rivolge direttamente ai figli e che esordisce infatti così: “Cara Marina, Pier Silvio, Barbara e Eleonora, sto andando al San Raffaele, se non dovessi tornare vi prego di prendere atto di quanto segue. Dalle vostre eredità di tutti i miei beni dovreste riservare queste donazioni a: Paolo Berlusconi, euro 100 milioni; Marta Fascina, euro 100 milioni; Marcello Dell’Utri, euro 30 milioni. Grazie, tanto amore a tutti voi, il vostro papà“.
L’ex premier menziona solo 4 dei 5 figli, dimenticandosi il figlio più piccolo: Luigi. Tuttavia quest’ultimo è invece citato espressamente nel testamento del 2006. Cosa comporta questa omissione nell’ultimo aggiornamento del testamento di Berlusconi?
A spiegarlo ai microfoni di Fanpage è stato l’avvocato Paolo D’Agostino: “Parlando in generale, quello che è stato fatto nel testamento si chiama legato: una disposizione particolare che va a un soggetto ben determinato. In questo caso, il legato è posto come onere su alcuni degli eredi. Tutti tranne uno”. In sostanza Luigi Berlusconi sarebbe stato solo escluso dall’onere di versare quelle somme stabilite dal padre a Marta Fascina e al fratello Paolo Berlusconi.