Le sue prime parole agli agenti della Mobile sono state un mix di risentimento e delirio: «Li ho presi perché sono stufa. Chiedo aiuto da tempo e mi dicono che sono matta, ricevo 300 insulti al giorno».
La donna ha ammesso candidamente la successione degli eventi, vantandosi quasi della propria “precisione”: «Il primo sono riuscita a prenderlo, il secondo mi ha evitato, il terzo l’ho preso».
Ha inoltre consegnato alla polizia il marsupio della terza vittim*, rimasto incastrato tra i tergicristalli dopo l’imp*tto, che lei stessa aveva rimosso scendendo dall’auto poco dopo l’investimento. In un secondo momento, la 48enne ha provato a ritrattare parlando di un improvviso malore, versione che però cozz* br*talmente con i video che mostrano manovre d’attacc* intenzionali e ripetute.
Lisa Maddalena Rubeo è stata arrestata con la pesantissima accusa di tentato *micidio plurimo e trasferita nel c*rcere di San Vittore a Milano.
Non è la prima volta che la donna manifesta scatti di viol*nza incontrollata: nel suo passato figura un precedente del 2004 per l*sioni gravissime, quando colpì un familiare a martellat*.
Le indagini, coordinate dal giudice Pasquale Villani, dovranno ora stabilire l’esatta capacità di intendere e di volere della donna, ma la sua pericolosità sociale appare evidente.
Ciò che rende questo episodio ancora più cupo è l’assenza totale di un legame tra l’investitrice e le sue vittim*: tre persone che non si conoscevano tra loro e che non avevano mai incontrato la donna prima di quella sera. Si sono trovate, semplicemente e tr*gicamente, sulla traiettoria di un od*o senza bersaglio certo.