
La vicenda si è consumata a Catanzaro, nel quartiere De Filippis, in via Zanotti Bianco, nelle prime ore della notte, intorno alle tre. Protagonista Anna Democrito, quarantasei anni, che secondo le ricostruzioni si sarebbe lanciata dal terzo piano della propria abitazione dopo aver lasciato cadere nel vuoto i suoi tre figli. Un epilogo devastante che ha sconvolto l’intera città . Due dei bambini, Nicola e Giuseppe, rispettivamente di pochi anni e di appena pochi mesi, hanno perso la vita immediatamente. La figlia maggiore, Maria Luce, è stata invece soccorsa e ricoverata in condizioni estremamente delicate all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro. Dopo un lungo intervento chirurgico, i medici hanno valutato il trasferimento in una struttura specializzata, l’ospedale “Gaslini” di Genova, per garantire cure ancora più specifiche.
A fare la scoperta sarebbe stato il marito, svegliato da rumori insoliti nel cuore della notte. L’uomo si è precipitato in strada nel tentativo disperato di rianimare i bambini prima dell’arrivo dei soccorsi. Accanto a lui anche alcuni vicini, allertati dal trambusto improvviso. Un momento carico di tensione e disperazione, che ha lasciato segni profondi in chi era presente. Le indagini, coordinate dalla sostituta procuratrice Graziella Viscomi, stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio anche attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Secondo quanto emerso, la donna avrebbe manifestato negli ultimi tempi una fragilità emotiva, soprattutto dopo la terza gravidanza, ma nulla che facesse presagire un gesto così estremo.
A raccontare un ritratto della donna è don Vincenzo Zoccoli, parroco del Santissimo Salvatore, che la descrive come «una persona molto conosciuta e stimata, con grandi qualità umane e relazionali». Una figura presente nella comunità , impegnata sia nel lavoro come operatrice sociosanitaria sia nelle attività parrocchiali. «Aveva doti di vicinanza agli altri», spiega il sacerdote, ricordando anche di averle recentemente consigliato di affidarsi a un supporto professionale.

Parole che trovano eco anche tra i residenti della zona, che parlano di una donna tranquilla, riservata e molto religiosa. «Non ci aspettavamo questo epilogo, qualcosa si sospettava ma nulla di certo», raccontano ancora sotto shock. Davanti allo stabile, qualcuno ha lasciato dei fiori, mentre a pochi metri è stato notato un piccolo oggetto, un ciuccio rosso, probabilmente appartenente al più piccolo dei bambini, simbolo di un dolore difficile da accettare. L’ordine degli psicologi della Calabria ha sottolineato come episodi di questa portata non siano mai improvvisi, ma spesso legati a disagi profondi che non sempre emergono chiaramente. Un richiamo forte all’importanza dell’ascolto e della prevenzione, per intercettare segnali di sofferenza prima che possano trasformarsi in situazioni irreversibili.
Il cordoglio è arrivato anche dalle istituzioni. L’arcivescovo Claudio Maniago ha affidato alla misericordia divina la donna e i due bambini, invitando la comunità alla preghiera e alla vicinanza. Il sindaco Nicola Fiorita ha proclamato il lutto cittadino, ricordando come il quartiere sia una realtà attiva e partecipativa. Un dolore condiviso da tutta la Calabria, come sottolineato anche dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ha parlato di una perdita immensa per l’intera comunità .