A settembre l’Italia si ferma, la notizia è ufficiale: il comunicato (1 di 2)

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L’Italia si ferma. Uno stop resosi necessario, più che mai sentito, soprattutto in questi ultimi mesi. Chi, per lavoro e, perché no, per risparmiare, solitamente si avvale dei mezzi pubblici, sarà costretto a trovare un’alternativa.

La data da tenere rimarcata in agenda? Quella di domani, 16 settembre, essendoci stata l’ufficialità della notizia. Le sigle sindacali Filt, Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro, unitariamente, hanno dovuto proclamare uno sciopero.

I motivi della protesta sono molto seri e necessitano di un’attenzione e di una riflessione severa da parte della collettività e delle autorità che spesso hanno fatto orecchio da mercante.

Negli ultimi mesi, in tutto il territorio nazionale, si sono verificate, molto frequentemente, violente e reiterate aggressioni a conducenti, controllori, capi stazione, addetti a traghetti e vaporetti.

Una situazione intollerabile, resasi gravissima, una vera e propria emergenza, poiché, sino ad oggi, né i datori di lavoro, né il legislatore, attraverso specifici provvedimenti volti a scoraggiare le aggressioni al personale dei mezzi pubblici, è riuscito a tutelare il personale.