Patricia era una modella stupenda, aveva solo 27 anni ed è deceduta dopo essere stata sbranata dai cinque pitbull di Luca Desideri nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2025 a Latina. Le foto di quello che è accaduto, come se non ci fosse limite al peggio, ora circolano online e su Whatsapp.
Dal momento che all’orrore non c’è fine, c’è chi le ha depositate nella cassetta della posta del cognato 40enne della modella, Luca Desideri. Sono scatti che farebbero venire la pelle d’oca a chiunque, in cui la ragazza è ancora agonizzante sull’ambulanza e poi deceduta in ospedale. A rompere il silenzio ci ha pensato proprio Luca che, in un’intervista rilasciata all’edizione romana di Repubblica, ha reso noto che quelle foto sono passate di cellulare in cellulare ma nessuno che le ha, ha voluto rendere la sua testimonianza ai poliziotti.
Il muro di omertà di Latina peggiora il tutto. Luca ha raccontato che dal giorno della scomparsa di Patrizia, in tanti, tra amici, conoscenti, lo hanno fermato, chiedendogli se avesse visto le foto. Se all’inizio non ha dato peso alla cosa, poi ha iniziato a informarsi e un mese dopo il decesso della 27enne, ha messo un annuncio sul mio profilo Facebook, chiedendo a chiunque le avesse avute, di consegnargliele in forma del tutto anonima, nella sua cassetta della posta a Cori.
E così è successo in quanto all’appello hanno risposto con cinque foto. La prima ritrae Patricia completamente sfigurata dai morsi dei cani, sdraiata sulla barella nell’ambulanza ma l’hanno ripresa anche in ospedale. Circa 10 giorni dopo che la ricezione delle prime immagini, a Luca hanno raccontato che c’erano altre cinque istantanee in cui si vede lei senza vita, sdraiata su una barella, in una stanza accanto a una signora anziana, anche lei deceduta.
Desideri ha sporto denuncia. A testimoniare alla polizia sono tre conoscenti che hanno sentito parlare di questi scatti ma non gli hanno visti. Chi invece le viste, ha raccontato agli agenti di non saperne nulla. Ma chi è stato secondo lui a metterle in circolazione? Luca ritiene che sia stata un’unica persona a scattare queste foto, invitando chi sa a parlare, prima che finiscano sul web , affinché non si verifichino altri casi simili a quello della povera Patricia.