
La risposta a questa paralisi programmata risiede nell’azione decisa dei sindacati Flp, Confsai, Conalpe e Csle, che hanno proclamato lo sciopero generale per le giornate di lunedì 12 e martedì 13 gennaio. La mobilitazione coinvolgerà il personale docente, educativo ed ATA, mettendo seriamente a rischio le lezioni in tutta Italia.
Al centro della protesta ci sono nodi strutturali mai sciolti: la richiesta di un adeguamento salariale dignitoso, il contrasto al precariato e la necessità di investimenti certi per la sicurezza degli edifici. I lavoratori puntano il dito contro le politiche attuali, definendo la situazione dell’istruzione pubblica come una vera emergenza nazionale.
Le ripercussioni saranno vaste, con la possibilità di chiusure totali o parziali dei plessi dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. I dirigenti scolastici hanno già iniziato a inviare le comunicazioni alle famiglie, invitandole a verificare l’effettiva apertura dei cancelli la mattina stessa dell’agitazione.

Nonostante i tentativi di mediazione, il fronte sindacale resta compatto nella convinzione che solo una azione forte possa smuovere le istituzioni. Il personale della scuola chiede garanzie non più rimandabili, trasformando questi due giorni in un terreno di scontro politico e sociale cruciale per il futuro del settore.Le autorità monitorano con attenzione l’adesione, mentre si attende di capire quanto sarà ampio il disagio effettivo per gli studenti.
La risoluzione di questa crisi appare ancora lontana, con i sindacati pronti a proseguire la battaglia se non arriveranno segnali di apertura concreti dal Ministero dell’Istruzione.