Secondo quanto riferito dai centri sismologici della regione, si tratta di un terremoto considerato “profondo”, una tipologia di evento meno frequente rispetto ai sismi superficiali ma che può essere avvertita su aree molto vaste. Il Pacifico sud-occidentale, dove si trova il cosiddetto “Anello di Fuoco“, è una delle zone sismicamente più attive del pianeta, caratterizzata da una complessa interazione tra placche tettoniche.
Le autorità locali e i centri di monitoraggio continuano a raccogliere dati per valutare il rischio di eventuali scosse di assestamento nelle prossime ore. Al momento non è stato emesso alcun allarme tsunami, data l’elevata profondità del sisma che riduce notevolmente la possibilità di un sollevamento significativo del fondale marino. Dove si è verificato il sisma esattamente?
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.5 ha colpito l’area dell’Oceano Pacifico situata tra le isole Fiji e il nord della Nuova Zelanda nella tarda serata di ieri, precisamente alle 22:03 ora italiana. L’evento sismico, segnalato dall’Istituto geofisico statunitense USGS (United States Geological Survey), è stato localizzato a una profondità significativa, stimata in circa 174 chilometri sotto il livello del mare.
La profondità del sisma ha fortunatamente contribuito ad attutire la potenza distruttiva del movimento tellurico in superficie, anche se la scossa è stata comunque avvertita distintamente in alcune aree dell’arcipelago delle Fiji e lungo le coste settentrionali della Nuova Zelanda. Non si segnalano al momento danni a persone o infrastrutture, ma le autorità locali sono in allerta e stanno monitorando attentamente l’evoluzione della situazione.
Restano comunque attive le raccomandazioni di prudenza per le popolazioni costiere e per le strutture pubbliche. Le autorità invitano a seguire eventuali aggiornamenti ufficiali attraverso i canali della protezione civile e dei centri geofisici.