Scontro totale, la risposta di Daniela Santanché a Giorgia Meloni (2 / 2)

La risposta di Daniela Santanchè non si è fatta attendere, arrivando come una sfida aperta alla premier Giorgia Meloni: la ministra del Turismo non ha intenzione di fare un passo indietro, confermando la sua presenza al prossimo Consiglio dei Ministri. Una presa di posizione che trasforma il confronto in uno scontro frontale, nonostante il durissimo comunicato di Palazzo Chigi che ne chiedeva esplicitamente l’allontanamento.

Il nodo della questione risiede nel rinvio a giudizio per il caso Visibilia, una vicenda che la ministra definisce legata esclusivamente alla sua attività privata, rifiutando ogni parallelismo con i passi indietro di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi. La situazione attuale ricalca in modo quasi speculare l’unico precedente storico del genere: quello di Filippo Mancuso, il guardasigilli che nel 1995 fu rimosso tramite una sfiducia individuale.

In queste ore febbrili, il ruolo di mediatore è stato assunto da Ignazio La Russa, figura vicina alla ministra, che sta tentando di evitare un massacro parlamentare che danneggerebbe l’intero esecutivo.

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Se la resistenza della “Pitonessa” dovesse continuare, la maggioranza potrebbe essere costretta a votare una mozione di sfiducia presentata dal Pd, portando a una risoluzione traumatica e pubblica.Le opposizioni, guidate da Elly Schlein, incalzano il governo chiedendo chiarezza su una posizione giudicata ormai insostenibile, mentre i vertici di Fratelli d’Italia temono che il caso possa oscurare l’azione politica del governo in una fase delicata.

La parola passa ora alle aule del Parlamento, dove il destino della ministra si incrocia con la tenuta della coalizione.Il braccio di ferro è giunto al suo punto di rottura: o arriveranno le dimissioni volontarie nelle prossime ore, o il nome di Daniela Santanchè resterà scritto nei verbali per un voto che potrebbe segnare un punto di non ritorno per l’attuale assetto di governo.