
I militari italiani sono stati colpiti da razzi iraniani e lo scontro, purtroppo, rischia di entrare sempre più nel vivo a livello globale, tenendo il mondo col fiato sospeso.
Si sono vissuti momenti di autentica paura, dopo l’ennesimo allarme nella base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait, dove sono schierati elementi dell’Aeronautica Militare, tra cui quindici ufficiali e sottufficiali del 51esimo Stormo di Istrana. L’allarme è scattato quando un razzo è piombato all’interno del perimetro dell’aeroporto kuwaitiano. L’ordigno è saltato in aria a brevissima distanza dal bunker dove i militari italiani erano rimasti protetti fin dalla sera precedente, proprio mentre alcuni di loro stavano uscendo per raggiungere i servizi. Il bilancio parla di cinque coinvolti, appartenenti all’Aeronautica Militare, nello specifico personale del 51esimo Stormo di Istrana. Tra i coinvolti, tre soldati hanno riportato conseguenze più serie e sono stati prontamente trasferiti presso l’ospedale della base americana di Camp Arifjan, dove hanno ricevuto le prime cure specialistiche.
Fortunatamente, nonostante la gravità dell’azione violenta, nessuno dei militari italiani versa in pericolo di vita. Le autorità hanno confermato che i coinvolti hanno riportato principalmente contusioni e traumi dovuti allo spostamento d’aria, oltre a piccole lesioni causate dai detriti proiettati dalla deflagrazione.

Le testimonianze raccolte sul posto descrivono momenti di grande concitazione. «Eravamo appena usciti dal bunker per una doccia», hanno riferito alcuni dei protagonisti, sottolineando come il caso abbia giocato un ruolo determinante nella dinamica dell’aggressione. La base era in stato di allerta elevata già da ore a causa delle crescenti tensioni nell’area.
I vertici della Difesa e il Ministro degli Esteri stanno monitorando costantemente la situazione, mantenendo i contatti con le famiglie dei militari a Istrana e in tutta Italia. L’episodio si inserisce in un contesto internazionale estremamente teso, segnato dal confronto tra USA e Iran, che ha trasformato il territorio del Kuwait in un fronte sensibile per i contingenti internazionali.