Non c’è dubbio che la difesa del 22enne dovrà impegnarsi innanzitutto ad allontanare l’accusa di premeditazione, sulla quale sussistono già numerosi indizi. Un primo appuntamento importante è stato l’interrogatorio di garanzia di ieri mattina, dove Filippo Turetta si è presentato davanti al Gip di Venezia Benedetta Vitolo e al pm Andrea Petroni.
Il 22enne di Torreglia si è però limitato a rilasciare delle dichiarazioni spontanee: “Sono affranto per la tragedia che ho causato. Non voglio sottrarmi alle mie responsabilitĂ . Voglio pagare quello che sarĂ giusto per aver causato il decesso della mia ex fidanzata. Fin da subito era mia intenzione consegnarmi e farmi arrestare. Sto cercando di ricostruire nella mia memoria le emozioni e quello che è scattato in me quella sera. Ora sono molto stanco e non mi sento di aggiungere altro”.Â
Parole dalle quali si intravede chiaramente la strategia difensiva del 22enne, che intende scongiurare lo spauracchio della premeditazione e, con molta probabilità , richiedere poi una perizia psichiatrica. Ne sono ben consci i legali della famiglia Cecchettin, i quali promettono però battaglia.
Intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, l’avvocato Stefano Tigani ha commentato così le parole di Turetta: “Ha detto che dovrà pagare? Questo è poco ma sicuro. Le ammissioni che ha fatto non spostano minimamente la gravità della sua posizione, avevamo capito che era stato lui”. Quanto, invece, alle possibile perizia psichiatrica, aggiunge: “Se Filippo Turetta vuole farsi passare per pazzo prima dovrà incontrare anche i nostri periti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il legale di Elena Cecchettin, la sorella di Giulia, che rompe il silenzio su un altro possibile aggravante, vale a dire lo stalking e gli atti persecutori di Turetta nei confronti dell’ex fidanzata. Ci sono già tutte le premesse affinchè si combatta un lungo e complesso caso giudiziale.