Nonostante siano passati più di due mesi, le ricerche della piccola Kata, scomparsa dallo stabile di via Maragliano, proseguono senza sosta, in quanto gli inquirenti stanno cercando di capire dove possa eseere espatriata. Ricordiamo che le perquisizioni nello stabile occupato abusivamente, in cui la famiglia della piccola peruviana viveva, non hanno dato alcun esito.
Il procuratore aggiunto di Firenze, Luca Tescaroli, in un’intervista al dorso locale del quotidiano ‘La Repubblica’, ha specificato qual è la situazione attuale, riguardante il giallo di Kataleya, dicendo: “Stiamo facendo tutto il possibile per ricostruire quello che è avvenuto, nel prioritario interesse della piccola e con la speranza di poterla ritrovare. Stiamo cercando di verificare anche questo, sono in corso accertamenti per chiarire se la bimba abbia potuto lasciare l’Italia in aereo o comunque attraverso le varie frontiere”. ”
Allo stato attuale delle indagini non si sa, con certezza, come Kata sia stata allontanata dallo stabile ed è questo su cui si stanno concentrando gli inquirenti. Nel frattempo sono terminate le analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, relativi al giorno della scomparsa, e sono state censite tutte le persone e i mezzi transitati sotto di esse.
Tescaroli ha aggiunto che si è proceduto ad identificare coloro che sono usciti ed entrati e nell’ex Astor. La pista maggiormente accreditata è è quella sequestro di persona a scopo di estorsione, legata ai rapporti conflittuali, sfociati in gravi delitti, avvenuti nel corso dell‘occupazione abusiva dello stabile.
Ad essere coinvolti in questi casi di cronaca ci sarebbero .dei familiari stretti di Kata. Questo è precisato dal procuratore, che ha, peraltro, aggiunto: “Esistono elementi concreti per ritenere che alcuni non abbiano detto tutto ciò di cui erano a conoscenza. Invito le persone che sanno a riferire al nostro ufficio, nell’interesse della piccola. È bene ricordare che la legge consente di tutelare chi collabora. Ci auguriamo che la bambina sia ancora viva, speriamo che l’impegno che stiamo riversando ci permetta di conoscere la verità”. La speranza è che la piccola Kata possa, presto, essere ritrovata, riconsegnandola ai suoi genitori.