Scomparsa Kata, finita la maxi ispezione: cosa è emerso (2 / 2)

Le ricerche e l'ex hotel Astor in via Maragliano a Firenze dove è scomparsa  Kata: le foto | Corriere.it

Nella mattinata del 18 giugno le forze dell’ordine sono piombate in massa presso l’ex hotel Astor. Tutti gli accessi agli appartamenti erano già stati sigillati precedentemente. L’operazione di queste ore ha consentito agli inquirenti di ispezionare per bene e ancora una volta l’intero stabile.

Obiettivo dell’ispezione era quello di trovare anche la minima traccia della bambina. Per questo sono intervenuti i tecnici del reparto Gis dei carabinieri e quelli del Ros. Sabato mattina, nel giro di nove ore, sono state fatte uscire 132 persone, tra cui 42 minori. I servizi sociali del Comune di Firenze si sono attivati per garantire a tutti gli occupanti percorsi di inserimento sociale.

Le persone, di nazionalità romena e peruviana, sono state portate in altre strutture gestiste dalla Caritas. Nel frattempo le ricerche di Kata sono proseguite a spron battuto. Ed è proprio dalle indagini che sono emerse importanti novità.

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Si era anche parlato negli scorsi giorni di un presunto avvistamento della bimba a Bologna, le cui verifiche non hanno portato a nulla se non ad un altro vicolo cieco. Ma chi indaga e gli stessi famigliari, che come consulente hanno nominato il dottor Luciano Garofalo, ex generale dei carabinieri del Ris di Parma, non smettono di perdere la speranza.

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Obiettivo delle ricerche del 18 giugno è stato quello di analizzare tutti gli angoli, anche i più remoti, dello stabile, al fine di trovare anche piccolissime tracce della bambina. Nel sopralluogo durato sette ore sono state usate sonde in fibra otttica e droni per ispezionare il piano superiore del palazzo e uno dei terrazzi al quale non si ha accesso con la scala. Fonti investigative fanno sapere che quando l’ex hotel era ancora in funzione sono state apportate alcune modifiche all’immobile.

Nel corso delle ricerche, svuotando tutti i cassonetti dell’immondizia che si trovano nei pressi dello stabile, le forze inquirenti hanno trovato un telefono cellulare. Il dispositivo sarà adesso analizzato per vedere che cosa contiene. Ma da quanto si è appreso sono state anche passate al setaccio una botola trovata nel cortile del palazzo e un sottotetto. Nel frattempo la mamma si è augurata che la sua piccola non abbia fatto una triste fine. Tutta Italia resta quindi con il fiato sospeso: di Kata ancora nessuna traccia.