
La data da segnare sul calendario è quella del 31 marzo, termine ultimo stabilito per esercitare la facoltà di opposizione al caricamento dei dati antecedenti al 19 maggio 2020. Entro questo perimetro temporale, ogni cittadino può decidere se alimentare il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse 2.0) con i documenti prodotti prima della riforma, garantendo così una sorta di “oblio” sui vecchi referti.
Il portale del Sistema Tessera Sanitaria mette a disposizione un’area dedicata dove, attraverso l’identità digitale o semplicemente inserendo i dati della propria tessera, è possibile bloccare il flusso dei documenti storici.
Questa operazione non pregiudica l’alimentazione futura del fascicolo, che continuerà a raccogliere i dati relativi a prestazioni recenti e future, ma riguarda esclusivamente il passato amministrativo e clinico.Il Ministero della Salute e l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali hanno ribadito l’importanza di questa finestra temporale per bilanciare l’efficienza del servizio e la libertà di scelta.

Chi non effettuerà alcuna azione vedrà il proprio archivio popolarsi automaticamente, permettendo ai medici di consultare una panoramica completa della storia clinica del paziente, utile per diagnosi più precise e sicure.Non si tratta però di una scelta irreversibile in senso assoluto per il futuro: il consenso alla consultazione da parte di terzi può essere modificato in qualsiasi momento, ma il caricamento dei dati storici trova nel 31 marzo il suo spartiacque normativo.
Le regioni sono già al lavoro per integrare i sistemi e rendere il Fse 2.0 uno strumento universale, accessibile in tutta Italia e persino all’estero in caso di necessità.In queste ultime ore, il traffico sui portali istituzionali è in costante aumento, segno di una consapevolezza crescente tra la popolazione. Resta fondamentale consultare i canali ufficiali della propria Regione di residenza o il sito nazionale dedicato per assicurarsi che la propria volontà digitale venga rispettata prima che il sistema proceda con l’aggiornamento definitivo.