
Il caso riguarda il focolaio di hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius. Il 3 maggio, proprio mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità confermava ufficialmente di aver aperto un’indagine sul primo contagio registrato sulla nave, uno dei passeggeri appena sbarcati, il noto influencer e youtuber turco Ruhi Çenet, si trovava a Istanbul partecipando a un matrimonio con centinaia di invitati. Le immagini diffuse sui social hanno immediatamente scatenato forti polemiche internazionali.
Travolto dalle critiche, l’influencer 35enne ha pubblicato un messaggio su Instagram l’8 maggio per spiegare la propria posizione. Çenet ha sostenuto che il giorno della cerimonia l’Oms non aveva ancora diffuso pubblicamente l’allarme sull’epidemia di hantavirus legata alla crociera. Secondo il suo racconto, una volta arrivato in Turchia le autorità sanitarie gli avrebbero comunicato che, non presentando sintomi, non era necessario adottare particolari restrizioni. Successivamente però, di fronte all’aggravarsi della situazione internazionale, avrebbe deciso di autoisolarsi per precauzione.
Le dichiarazioni rilasciate dall’influencer ai media internazionali, tra cui NBC News e Agence France-Presse, hanno permesso di ricostruire quanto accaduto a bordo della MV Hondius. La nave era partita il 1° aprile da Ushuaia, in Argentina. L’11 aprile un passeggero olandese di 70 anni è morto durante la crociera. In un video registrato da Çenet il giorno successivo, il comandante della nave rassicurava i viaggiatori sostenendo che il decesso non fosse collegato a una malattia contagiosa e che la situazione fosse sotto controllo. Secondo l’influencer, proprio queste rassicurazioni avrebbero indotto molti passeggeri a non prendere alcuna precauzione sanitaria.

Per circa dodici giorni, infatti, la vita a bordo sarebbe proseguita normalmente. I passeggeri avrebbero continuato a mangiare insieme e a partecipare alle attività senza mascherine né misure di protezione. Lo stesso Çenet ha dichiarato di essersi isolato insieme al proprio cameraman, ma ha aggiunto che gran parte delle persone presenti sulla nave non era stata adeguatamente informata sui possibili rischi. Il 24 aprile, durante uno scalo sull’isola di Sant’Elena, 29 passeggeri di diverse nazionalità sono sbarcati dalla nave entrando in contatto con la popolazione locale. Tra loro c’era anche l’influencer turco.
Nei giorni successivi la situazione è peggiorata rapidamente. La moglie 69enne del primo passeggero deceduto ha accusato un malore dopo aver lasciato la nave e, una volta arrivata in Sudafrica con un volo sul quale viaggiava anche Çenet, è morta il 26 aprile. Il 2 maggio le autorità sudafricane hanno confermato un terzo decesso collegato al focolaio: un cittadino tedesco. L’Oms ha successivamente chiarito che sei dei casi analizzati erano riconducibili al ceppo Andes dell’hantavirus, variante particolarmente preoccupante perché, a differenza di altre forme, può trasmettersi anche da persona a persona attraverso contatti ravvicinati e prolungati. Proprio per questo l’infettivologo Matteo Bassetti ha lanciato un duro allarme sulla gestione della vicenda, sottolineando il rischio legato ai numerosi spostamenti effettuati dai passeggeri della nave dopo lo sbarco.