Il dramma si è consumato lo scorso martedì 18 luglio a Bacoli, in provincia di Napoli, dove un ragazzo appena 29enne, Salvatore Longobardi, è stato colto improvvisamente da un infarto. In preda al panico, i suoi genitori hanno cercato di prestargli i primi soccorsi, chiamando subito un’ambulanza.
Quando sono giunti sul posto, i sanitari del 118 hanno tentato in tutti i modi di rianimare il 29enne, praticando le classiche manovre salvavita. Dopo pochi minuti non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, il cuore di Salvatore aveva cessato di battere già al loro arrivo.
A quel punto la rabbia e la frustrazione dei famigliari di Salvatore si è sfogata proprio contro il personale del 118, aggrediti e minacciati dai presenti. La sorella di Salvatore ha scaraventato il medico a terra. L’episodio è stato riportato anche dalla pagina ‘Nessuno Tocchi Ippocrate‘, che ha denunciato questo ennesimo episodio a danno dei medici.
Secondo l’associazione, la reazione dei parenti di Salvatore è stata assolutamente ingiustificata, in quanto l’arrivo dei sanitari presso la loro abitazione sarebbe stato assolutamente tempestivo, raggiungendo il posto dopo appena 10 minuti dalla chiamata.
“Non stiamo stati noi ad uccider* il ragazzo”- commentano infatti i sanitari, che hanno fatto il possibile per tentare di rianimarlo. E’ emerso che il 29enne presentava sul corpo delle macchie ipostatiche. Purtroppo si è trattato di una triste ed inevitabile fatalità. Per placare gli animi dei presenti si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine.