
Il fatto è avvenuto sabato pomeriggio nel pieno centro storico di Modena, lungo via Emilia Centro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il responsabile sarebbe Salim El Koudri, italiano di seconda generazione di origini marocchine, 31 anni, residente a Ravarino, nel Modenese. L’uomo avrebbe lanciato volontariamente la propria automobile contro i passanti presenti nella zona, investendo quattordici persone e provocando conseguenze gravissime per otto di loro. Tra i ricoverati ci sono ancora due donne in condizioni estremamente delicate, mentre altre persone coinvolte hanno riportato conseguenze molto serie. L’episodio ha immediatamente fatto scattare un’imponente mobilitazione di polizia, carabinieri, soccorritori e reparti specializzati dell’antiterrorismo.
Dopo essere stato fermato e portato in questura, Salim El Koudri avrebbe risposto agli investigatori pronunciando soltanto una frase: “Sono confuso, quindi non parlo”. Gli inquirenti ritengono probabile che il 31enne mantenga lo stesso atteggiamento anche durante l’interrogatorio previsto davanti al giudice per la convalida del fermo. Attualmente si trova in carcere con l’accusa di strage e di aver provocato gravissime conseguenze aggravate dall’utilizzo di un oggetto da taglio durante la fuga. Secondo quanto emerso, infatti, alcuni cittadini avrebbero inseguito l’uomo nel tentativo di bloccarlo e durante quei momenti concitati uno di loro sarebbe rimasto colpito alla testa nel corso della colluttazione.
Gli investigatori della Digos, della Squadra Mobile e dell’antiterrorismo hanno effettuato una lunga perquisizione nell’abitazione dove il giovane vive insieme ai genitori, sequestrando telefoni cellulari, computer e altri dispositivi elettronici. Gli accertamenti si stanno concentrando soprattutto sulla sua attività online, sui contatti avuti negli ultimi mesi e sui contenuti pubblicati sui social network. Meta, nel frattempo, avrebbe rimosso diversi post riconducibili al 31enne. Tuttavia, secondo quanto emerso dalle verifiche iniziali, quei contenuti non sarebbero collegati alla propaganda jihadista. Alcuni post avrebbero avuto riferimenti sessuali o materiali considerati non conformi alle policy della piattaforma. Anche l’imam della comunità islamica locale ha precisato che El Koudri non frequentava il centro religioso di riferimento della zona.

Nel corso delle indagini è emerso inoltre che Salim El Koudri era stato seguito dal Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia tra il 2022 e il 2024. Secondo gli accertamenti, avrebbe sofferto di disturbi della personalità e di una forma schizoide. La sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi, ha confermato che il giovane aveva successivamente interrotto quel percorso terapeutico. Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che la vicenda sembrerebbe inserirsi all’interno di una situazione di forte disagio psichico, pur precisando che saranno le indagini a chiarire ogni dettaglio. Gli investigatori stanno cercando di comprendere cosa possa aver scatenato un gesto tanto estremo e se vi siano stati segnali trascurati negli ultimi mesi.
Salim El Koudri, laureato in Economia e Marketing internazionale all’Università di Modena e Reggio Emilia, non lavorava attualmente e conduceva una vita descritta da molti come solitaria. I vicini lo raccontano come una persona chiusa, spesso isolata e quasi sempre davanti a computer e smartphone. Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha spiegato che, nonostante i precedenti percorsi sanitari, il 31enne non aveva mai manifestato pubblicamente comportamenti tali da destare allarme nella comunità locale. Intanto la città continua a fare i conti con le conseguenze di quanto accaduto: all’ospedale Maggiore di Bologna restano ricoverati in terapia intensiva due pazienti ancora in prognosi riservata, mentre a Baggiovara proseguono le cure per altri coinvolti sottoposti a delicati interventi chirurgici. Le autorità continuano a lavorare senza sosta per ricostruire ogni minuto di una vicenda che ha sconvolto l’intero Paese.