Rita non esce di casa da 43 anni: la sua incredibile storia (1 di 2)

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Ci sono storie che innescano, in molti, una sorta di incredulità. Si fa fatica a credere che, nel mondo, possano esserci ancora casi simili, eppure quella di cui sto per parlarvi non è una fake news, ma la drammatica e toccante vicenda di una donna che non esce di casa da 43 anni.

Se per molti gli ultimi anni, legati alla pandemia da Covid, hanno rappresentano il cambiamento delle abitudini di vita, con un drastico ridimensionamento delle occasioni in cui evadere, varcando la soglia della propria abitazione per delle serate in compagnia, c’è chi, questo, non l’ha mai fatto.

L’agghiacciante storia di cui vi parlo arriva dal Brasile, quindi dall’altro capo del mondo, in cui, nell’arco temporale che va dal 1920 al 1980, era diffusa la pratica di mettere in quarantena i potenziali lebbrosi, coloro che erano stati colpiti dalla malattia di Hansen, incurabile prima dell’avvento della terapia antibiotica efficace nel 1940.

Il governo brasiliano aveva fatto costruire i cosiddetti lebbrosari, in cui i lebbrosi erano tenuti separati dai figli, dalla famiglia, dagli amici, isolati dal resto del mondo, tagliati fuori dalla società, etichettati come malati per tutta la vita.

Proprio sulla base degli antichi ed errati pregiudizi radicati, i pazienti, anche dopo la fine dell’isolamento coatto nel 1986, considerando che ormai erano stati “bollati” dalla società come soggetti da emarginare, continuavano a vivere nei lebbrosari.