Riposa in pace angioletto, non ce l’ha fatta: lo strazio dei genitori (1 di 2)

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Occhi azzurri come il cielo, capelli biondi, volto angelico. Questo è il ritratto di un bambino di soli 12 anni, oggi un angelo a tutti gli effetti. Ci sono storie che non si vorrebbero raccontare.

Sono storie che hanno innescato dibattiti, forti reazioni dell’opinione pubblica, in cui morale, etica, diritto alla vita, diritto alla salute si fondono, fino a complicare ancora di più, un quadro di per sé complesso.

Quando si tratta di piccoli che, a seguito di incendi o malattie, dipendono, per restare in vita, dai macchinari, logico che i genitori non vorrebbero mai che la spina venga staccata.

Iniziano così una lotta, per reclamare i loro diritti, quelli del loro bambino, sperando che si trova più alto possa intervenire ed evitare che questa cosa possa realmente accadere, quindi che la vita del loro piccolo, rimessa ad un macchinario, finisca.

Sofferenza, dolore devastante, tanta rabbia, voglia di lottare pur di evitare la terribile sorte. Una forza che inconsapevolmente non si sapeva di aver dentro pur di difendere la vita del proprio bambino, eppure tutto si è concluso con un nulla di fatto.