Ricoverati dopo la cena, sono in fin di vita: cosa avevano mangiato (2 / 2)

Una coppia si è recata urgentemente presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dopo aver consumato, a cena, dei prodotti raccolti personalmente in giardino. Come riportato dalla stampa nazionale, i poveri coniugi lamentavano sintomi gastroenterici, riconducibili a una sospetta intossicazione.

Intuita la gravità della loro situazione, i medici non hanno perso tempo e ne è stato disposto il ricovero presso il reparto di Medicina d’urgenza, dove sono ricoverati con una grave insufficienza epatica. Ovviamente, dato il loro quadro clinico, si è proceduto all’accertamento dello stato di salute, con gli opportuni strumenti e le analisi di laboratorio, in modo da risalire alla causa del loro malessere.

La diagnosi che è emersa è a dir poco sconcertante e sarebbe potuta costare la vita a marito e moglie. Dalla ricostruzione effettuata, la coppia ha consumato funghi raccolti alcuni giorni prima di un prato di Treviso e i Te micologi dell’Ulss 2, prontamente allertati dal personale del pronto soccorso, hanno confermato che la coppia ha subito un’intossicazione dopo l’ingestione di tali alimenti.

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Gli esperti, tra le diverse specie di funghi raccolte, ha individuato i Lepiota. Li vedete nella foto del nostro articolo e possono portare al decesso di un individuo a causa dell’alto contenuto di amatossine. Dall’enciclopedia Treccani si possono reperire diverse informazioni, utili a distinguerli: “hanno il cappello quasi piano, umbonato al centro, con numerose squame, il gambo fistoloso, munito di anello, ma privo di volva e le lamelle bianche o biancastre”. 

“Se ne conoscono 100 specie, di cui pochissime mangerecce; tra le specie più tossiche si segnalano Lepiota helveola e Lepiota cristata”, specifica Treccani. Sono in molti coloro che hanno la passione di raccogliere funghi ma, in diversi casi, non conoscendo le specie a rischio, che possono portare, nella peggiore delle ipotesi al decesso, raccolgono e preparano i funghi, ignari del pericolo. Per scongiurare simili episodi, è opportuno far controllare sempre gli esemplari raccolti da chi, per davvero, se ne intende. La vita è un bene prezioso e non va mai messa a rischio, specie in questi casi.