Riaperto il caso di Manuela Murgia: "Non si è tolta la vita ma è stato il suo…" (2 / 2)

I poliziotti hanno notificato un avviso di garanzia all’ex fidanzato Enrico Astero, oggi 54enne, difeso dall’avvocato Marco Fausto Piras, in modo da consentire all’uomo, indagato per delitto volontario, di nominare i suoi consulenti per gli accertamenti irripetibili,  che verranno eseguiti il 4 giugno.   In questo modo, su possibili tracce rinvenute sugli abiti della Murgia che sono stati recuperati  mesi fa, verranno condotte    analisi genetiche e tamponature .

Allo stato attuale, sono parecchi gli elementi che generano dubbi sul fatto che Manuela si sia tolta la vita.  La 16enne, lo ricordiamo, è  stata  ritrovata nella gola di Tuvixeddu,  un luogo  in cui la minore non era mai stata, quindi  in un luogo  lei sconosciuto, secondo i genitori,  convinti che  qualcuno potrebbe averla portata li’.

Peraltro, il luogo ha una doppia recinzione,  con una rete metallica e un filo spinato,  per cui, nell’ipotesi in cui Manuela fosse riuscita a scavalcare per raggiungere quel luogo,     gli inquirenti  avrebbero dovuto trovarvi dei   pezzi di tessuto  o sul corpo dovevano esserci dei segni legati all’oltrepassamento di quella barriera, cosa che non c’è.

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Ci sono segni  di violenza fisica sui resti, come se qualcuno avesse voluto far perdere i sensi alla Murgia,  oltre a  graffi e segni di trascinamento sulla schiena, incompatibili  con una caduta. Gli  stivaletti e il cappotto indossati dalla ragazza risultano completamente puliti mentre la maglia è impolverata, con sassolini e macchie ematiche.

La  cintura che la ragazza indossava era tagliata di netto,  e questo sembra incompatibile con la caduta.  Il cold case della Murgia è molto più intricato e complesso di quanto sembri e la riapertura delle indagini, di sicuro, riserverà grosse novità che saremo pronti a fornirvi.