
Il verdetto definitivo del Referendum Giustizia 2026 è appena arrivato, per cui l’ufficialità dello spoglio non lascia più spazio ad alcun dubbio. Chi ha vinto? Il si o il no? E’ questo ciò che si stanno chiedendo gli italiani.
Nonostante i quesiti toccassero temi cruciali come la separazione delle carriere e la riforma del CSM, la maggioranza degli italiani ha optato per il no che ha guadagnato sempre più terreno, come gli instant poll hanno evidenziato, fino a vincere.
A Roma, il Viminale ha confermato che nessuno dei tre quesiti ha raggiunto la soglia necessaria per la validità della consultazione. I dati vedono l’opposizione degli elettori alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, che oggi condividono lo stesso percorso professionale e che sarebbero potuti, invece, diventare due ordini distinti e non più interscambiabili.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere, con i rappresentanti del Governo che hanno parlato di un’occasione sprecata per riformare il sistema. Di contro, l’Associazione Nazionale Magistrati ha accolto l’esito come una conferma della fiducia dei cittadini nell’attuale assetto costituzionale della magistratura.
Il quesito sulla valutazione dei magistrati è stato quello che ha raccolto il maggior numero di consensi tra chi ha votato, ma la mancanza del quorum rende nulla qualsiasi preferenza espressa. Si ha comunque la sensazione di un Paese diviso, come illustrato dai principali analisti.