Referendum, il dato ufficiale dell’affluenza lascia tutti senza parole (2 / 2)

La risposta definitiva è arrivata con la forza dei numeri: un’affluenza record del 46,07% registrata al termine della prima giornata di voto. Questo referendum sulla Giustizia, che mira a trasformare l’ordinamento con la separazione delle carriere, ha richiamato alle urne oltre 23 milioni di italiani, segnando un distacco netto di circa sette punti rispetto alle precedenti consultazioni costituzionali del 2020.

Il cuore della partecipazione ha battuto forte soprattutto nel Centro-Nord, con l’Emilia Romagna in cima alla classifica dei votanti (46,3%), seguita a ruota dalla Lombardia e dalla Toscana. Al contrario, il Sud ha mostrato un volto più distaccato, con la Sicilia che si è fermata a una partecipazione del 35%, evidenziando un divario geografico che interroga i leader politici.

Dalle prime ore del mattino, i volti noti delle istituzioni hanno adempiuto al loro dovere: il Presidente Sergio Mattarella ha votato a Palermo, mentre a Roma e nei vari capoluoghi si sono visti i principali leader, da Giorgia Meloni a Elly Schlein, fino a Giuseppe Conte e Matteo Salvini, quest’ultimo reduce dai funerali di Umberto Bossi a Pontida. Ogni presenza ha contribuito ad alimentare il clima di attesa per un esito che, trattandosi di un referendum confermativo, non richiede il raggiungimento di alcun quorum.

Referendum, ora è ufficiale: ecco chi ha vinto Referendum, ora è ufficiale: ecco chi ha vinto

I seggi riaprono oggi, lunedì 23 marzo, dalle ore 7:00 alle 15:00, per permettere agli ultimi elettori di esprimersi su una riforma che prevede, tra i punti cardine, l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare e la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura. I dati raccolti da Eligendo confermano che la partita è apertissima e che ogni voto sarà determinante per stabilire se l’impianto normativo diventerà legge dello Stato.

L’attenzione resta ora puntata sul pomeriggio di oggi, quando inizierà lo scrutinio ufficiale. Con una partecipazione così elevata, il risultato non sarà solo un verdetto tecnico sulla magistratura, ma un segnale politico di portata enorme per la stabilità del governo e per il peso delle opposizioni nel panorama nazionale.