Il silenzio delle piazze, solitamente interrotto dai dibattiti accesi, ha lasciato spazio a un movimento costante e silenzioso degli elettori italiani verso le urne, segnando un cambiamento improvviso nelle previsioni, stilate sino a qualche minuto prima dell’apertura dei seggi.
Un’affluenza alle urne impressionante, quella in corso, per il referendum sulla giustizia, per il quale non è previsto un quorum. Solo due possibilità; si o no e vince chi ottiene la maggioranza dei voti validi mentre, in questi minuti, la tensione si taglia a fette, per via delle conseguenze che l’approvazione o il rigetto avrebbero, inevitabilmente, sul Paese.
Il punto chiave della riforma, quello più chiacchierato, è relativo alle separazione delle carriere, in quanto se vinee il si, i magistrati dovranno scegliere all’inizio del percorso se diventare giudici o pubblici ministeri, dunque verrebbe esclusa la possibilità di passare da un ruolo all’altro durante la carriera.

Gli altri punti chiave, come noto, riguardano lo sdoppiamento del CSM, creando due Consigli Superiori della Magistratura distinti: uno per i giudici e uno per i PM, per garantire la totale indipendenza delle due funzioni, e l’istituzione dell’ Alta Corte Disciplinare, in veste di nuovo organo esterno che giudica gli illeciti disciplinari dei magistrati, togliendo questa funzione al CSM.Nelle stanze dove si raccolgono i dati, i monitor hanno iniziato a proiettare cifre che hanno sorpreso gli analisti. Quello che doveva essere un tranquillo passaggio elettorale si è trasformato in un all’improvviso interesse collettivo, capace di rimettere in discussione ogni sondaggio preliminare.
Ma chi sta vincendo il referendum? Diamo uno sguardo ai risultati in diretta, nella pagina successiva del nostro articolo, in modo da placare la curiosità di tanti italiani.