Rapina in banca a Napoli, il “terzo uomo” è un cinquantenne con precedenti (2 / 2)

Secondo quanto emerso durante la puntata del 20 aprile 2026 di “Confidential”, trasmessa sul canale YouTube di Fanpage.it, la rapina avvenuta il 16 aprile alla filiale della banca Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Arenella di Napoli, sarebbe stata messa a segno da un gruppo altamente organizzato composto da circa dieci persone. Una fonte intervenuta nel corso della trasmissione ha fornito una ricostruzione dettagliata: tre dei malviventi sarebbero entrati dall’alto, mentre gli altri sei o sette avrebbero utilizzato un accesso sotterraneo, passando attraverso tunnel scavati appositamente.

Questi cunicoli, realizzati con strumenti semplici per evitare rumori sospetti, avrebbero permesso al gruppo di muoversi senza attirare l’attenzione. Un elemento particolarmente significativo riguarda la presenza di un uomo di circa cinquant’anni, già noto alle forze dell’ordine, che sarebbe stato riconosciuto per la sua andatura. Secondo la fonte, si tratterebbe di una figura esperta, appartenente a una ristretta cerchia di persone in grado di portare a termine operazioni di questo livello.

A supporto del gruppo principale ci sarebbero stati anche due complici con ruoli strategici: uno all’interno della banca e un altro legato alla gestione della rete fognaria. Quest’ultimo dettaglio risulta fondamentale, perché una conoscenza approfondita del sistema sotterraneo sarebbe stata indispensabile per pianificare e realizzare la fuga. L’operazione si sarebbe svolta in tempi estremamente rapidi, circa 50 minuti, durante i quali i malviventi sono riusciti ad aprire decine di cassette di sicurezza nel caveau.

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Per facilitare l’azione, avrebbero utilizzato anche estintori, la cui polvere bianca è stata ritrovata all’interno della struttura, segno di una strategia precisa per coprire tracce o migliorare la visibilità. Le testimonianze raccolte parlano inoltre di abbigliamento studiato nei minimi dettagli: tute scure o colorate, maschere ispirate a personaggi cinematografici e nessun contatto visivo diretto tra i membri del gruppo, a dimostrazione di un’organizzazione estremamente rigorosa. Resta ancora sconosciuto il valore del bottino, poiché il contenuto delle cassette di sicurezza è coperto da anonimato.

Tuttavia, il numero di cassette aperte – circa cinquanta in meno di un’ora – lascia immaginare un’operazione mirata, forse basata su informazioni precise su quali obiettivi colpire. Le indagini sono tuttora in corso, ma gli elementi emersi finora delineano un quadro chiaro: si tratta di un colpo studiato nei minimi dettagli, realizzato da persone con competenze specifiche e con una conoscenza approfondita del territorio e delle infrastrutture coinvolte. Un’azione che, per modalità e organizzazione, continua a far discutere e a sollevare interrogativi sulla sua pianificazione.