
Il pilastro di questo sostegno finanziario è l’Assegno Unico e Universale (AUU), la misura destinata ai figli a carico fino al compimento dei 21 anni. L’importo, come è noto, varia in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare.
Per i bambini più piccoli, in particolare quelli di età inferiore ai 12 mesi, è prevista una maggiorazione. In questo caso, l’AUU può toccare quota 301,50 euro al mese, a condizione che l’ISEE della famiglia sia inferiore a 17.227,34 euro. A questo importo si aggiunge un altro sostegno cruciale: il cosiddetto Bonus Nido, pensato per coprire parte delle spese relative alla retta dell’asilo.
Il contributo può arrivare fino a un massimo di 3.600 euro l’anno per le famiglie con un ISEE che non supera i 40.000 euro. Oltre questa soglia, l’ammontare si riduce a 1.500 euro annuali. Infine, un ulteriore tassello è rappresentato dal Bonus Mamme (lavoratrici con due o più figli) che, a partire dal 2026, garantirà un’erogazione mensile di 60 euro (sempre per ISEE fino a 40.000 euro).

Sommando l’assegno unico massimo, il bonus nido massimo e il bonus mamme, il totale complessivo può raggiungere una cifra che si avvicina in modo significativo al tetto dei 9000 euro all’anno, fornendo una risorsa indispensabile per l’emergenza vitale delle famiglie.
Il primo sussidio che si può ricevere è il Bonus nuovi nati, 1000 euro elargiti una tantum per le nuove nascite, purché il nucleo familiare abbia un ISEE inferiore a 40.000 euro e la domanda venga inoltrata entro i 120 giorni dalla nascita. Insomma denaro molto utile alle famiglie.