Purtroppo è ufficiale. Addio quattordicesima per questi italiani (2 / 2)

Ripercorrere quanto sta accadendo è davvero arduo e l’allarme è scattato dalla Cgil che ha messo la pulce nell’orecchio dei lettori: pare che qualcuno abbia “toccato” i cedolini pensionistici di luglio. Il riferimento è a qualcuno che dall’Inps ha interesse a trasformare la quattordicesima mensilità in un aumento delle pensioni minime, previsto nella legge di Bilancio targata Meloni.

Se dall’Inps si tende a sminuire la questione che sta infiammando gli italiani, per la Cgil questa non è affatto una svista, anche perché a migliaia di pensionati è già arrivato un cedolino, contenente un’informazione a occhio nudo sbagliata, che fa pensare a chi legge che il governo abbia aumentato l’assegno di centinaia di euro. In tantissime le segnalazioni pervenute alla Cgil che ha denunciato quanto sta accadendo.

E’ avvenuto che a fine giugno, i pensionati che ricevono il trattamento pensionistico minimo, nel consultare il cedolino online, si sono visti comparire, sotto la dicitura “aumento pensioni basse 2023” , centinaia di euro.

Un sogno che è svanito, trattandosi di un “errore” o “svista” (come dice l’Inps) dal momento che il reale aumento è di circa otto euro per i pensionati sotto i 75 anni, e poco più di trenta euro per gli over 75. A svelare come stanno le cose ci ha pensato un misero asterisco, spiegando che si tratta della quattordicesima mensilità.  La dicitura “aumento pensioni basse 2023” è errata.

Difatti l’ormai famoso asterisco, che spesse volte, peraltro ,tendiamo a non leggere, riporta queste testuali parole : “In base ai dati reddituali registrati nei nostri archivi, abbiamo disposto il pagamento di una somma aggiuntiva sulla sua pensione (la cosiddetta quattordicesima), essa viene riconosciuta in via provvisoria in attesa dell’esito degli accertamenti reddituali effettuali anche per tramite della competente amministrazione finanziaria”. Morale di quanto sta accadendo? Non c’è, purtroppo, nessun aumento delle pensioni basse: quella è sempre la quattordicesima. L’Inps promette di risolvere a breve ma per ora la cosa puzza e le segnalazioni alla Cgil continuano ad arrivare.