Prolattina alta: sintomi, valori di riferimento e rimedi

La prolattina alta indica generalmente una gravidanza. Tuttavia l'anomalia non deve essere sottovalutata perché potrebbe suggerire anche patologie.

Prolattina alta: sintomi, valori di riferimento e rimedi

Le analisi del sangue possono evidenziare la prolattina alta. La prolattina (PRL) è un ormone che viene prodotto dall’ipofisi; è conosciuto anche come l’ormone della gravidanza. La prolattina ha un ruolo importante durante la gravidanza perché serve per la produzione del latte materno. Inoltre, l’ormone influisce sul ciclo mestruale, serve a regolare il metabolismo e a sviluppare il sistema immunitario.

Quando è in eccesso si parla di iperprolattinemia e comporta la manifestazione di diversi sintomi specifici. Tra questi, in particolar modo l’amenorrea e la galattorrea.

Il disturbo non deve essere sottovalutato perché, oltre ad indicare una gravidanza, può suggerire patologie come un adenoma o microadenoma dell’ipofisi: si tratta di un tumore benigno.

Scopriamo quali sono i valori di riferimento, le cause e sintomi legati al suo aumento e la terapia suggerita in questi casi.

L'amenorrea è un sintomo della prolattina alta
La prolattina alta si può manifestare con l’amenorrea

Valori di riferimento della prolattina

La prolattina è un ormone presente sia negli uomini che nelle donne.

In condizioni normali il livello della prolattina nelle donne deve essere inferiore a 25 ng/mL, negli uomini, invece, non supera i 15 ng/mL.

Quando si è in gravidanza, il livello di tutti gli ormoni subiscono variazioni. Nel caso della prolattina il valore è compreso tra 34 e 386 ng/mL. Il livello dell’ormone tende a diminuire fisiologicamente dopo il parto entro un paio di settimane o comunque entro tre mesi se si decide di allattare al seno il bambino.

Il suo valore può subire variazioni a distanza di pochi giorni dall’esame effettuato a causa di fattori psicosomatici.

Sintomi principali della prolattina alta

La prolattina alta si manifesta principalmente con l’amenorrea, ovvero l’assenza di mestruazioni per più di 6 mesi. Come conseguenza, si blocca l’ovulazione e la donna perde temporaneamente la sua fertilità per effetto della diminuzione di produzione del progesterone. Inoltre, è sintomatica anche la galattorrea, ovvero la fuoriuscita di latte dai capezzoli anche quando non si è in stato interessante.

Altri sintomi rilevati sono la presenza di seno turgido, gonfio e dolorante, tendenza all’obesità e alla formazione di cisti ed emicranie.

Nella donna si verificano talvolta anche calo del desiderio sessuale e diminuzione nella produzione di ormoni (ipogonadismo).

Cause e rischi: quando preoccuparsi

L’aumento del valore della prolattina dipende principalmente dalla gravidanza.

Tuttavia, la prolattina alta può essere causata anche da altri fattori e condizioni. In particolar modo, può essere dovuta a lesioni del torace, sindrome dell’ovaio policistico, ipotiroidismo, cirrosi epatica, insufficienza renale, morbo di Addison e tumore all’ipofisi. Può manifestarsi anche a seguito di forte stress, affaticamento e stanchezza, fisica e mentale. Anche l’attività sportiva intensa può determinare l’innalzamento del valore dell’ormone. Esistono anche alcuni farmaci che riportano come effetto collaterale proprio l’iperprolattinemia.

Per questi motivi, una volta riscontrata l’anomalia è bene rivolgersi al medico e sottoporsi a indagini specifiche. In particolar modo, oltre al test di gravidanza, potrebbe essere necessario fare una risonanza magnetica, la Tac e un’ecografia.

Come curare la prolattina alta

La cura per la prolattina alta varia in base alla causa che ha determinato l’anomalia.

Si può intervenire, a seguito della valutazione del caso, con una terapia farmacologica, chirurgica o radioterapica.

Per quanto riguarda la terapia farmacologica è solitamente la prima ad essere indicata dai medici. I farmaci prescritti hanno la funzione di fare aumentare la produzione di dopamina agendo sull’ipofisi e ridurre la produzione della prolattina. I farmaci indicati sono la bromocriptina e la cabergolina ma è bene ricordare che presentano effetti collaterali. Possono, infatti, causare nausea, vertigini, allucinazioni, vampate di calore e pressione bassa.

L’intervento chirurgico, invece, viene eseguito quando sono riscontrati adenomi, tumori benigni, che non si possono gestire con i farmaci. Quando anche l’intervento non riesce a eliminare il tumore si procede con cicli di radioterapia.

In caso di gravidanza, sarà il medico a stabilire se interrompere o modificare la cura per non mettere a rischio la salute del feto.

La galattorrea è sintomatologica della prolattina alta
La prolattina alta è sintomatica anche la galattorrea

Rimedi naturali

È bene precisare che le cure omeopatiche non sono sufficienti da sole a regolarizzare il valore dell’ormone. Tra le piante indicate per il trattamento della iperprolattinemia è suggerito l’agnocasto e l’enotera. Il primo contiene oli essenziali e flavonoidi che riducono la produzione della prolattina agendo sulla dopamina; l’enotera, invece, ha degli acidi grassi che permettono di produrre prostaglandine utile per lo stesso scopo del precedente.

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