
Il clima globale potrebbe presto entrare in una nuova fase caratterizzata dall’influenza di El Niño, uno dei fenomeni atmosferici più osservati dagli esperti di meteorologia e climatologia. Secondo le analisi più recenti, il 2026 potrebbe segnare il ritorno di questa dinamica climatica, con possibili effetti che potrebbero estendersi su larga scala, coinvolgendo anche l’Europa e il bacino del Mediterraneo.
Le valutazioni arrivano dal Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), che monitora costantemente l’andamento delle temperature oceaniche e i cambiamenti nella circolazione atmosferica. Gli ultimi dati indicano una probabilità del 62% che il fenomeno possa svilupparsi entro la fine dell’anno, con i primi segnali che potrebbero manifestarsi tra l’inizio dell’estate e i mesi successivi.
El Niño è legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale, un cambiamento che può alterare la distribuzione delle correnti atmosferiche a livello globale. Quando si verifica, il fenomeno può influenzare la formazione delle perturbazioni, la distribuzione delle piogge e l’andamento delle temperature in diverse parti del mondo. Un episodio simile si è già verificato recentemente tra il 2023 e il 2024.

In quella fase, gli osservatori climatici avevano registrato valori particolarmente elevati della temperatura dell’acqua nel Pacifico, con un picco rilevato il 21 luglio 2023 quando la temperatura aveva raggiunto 17,8 gradi in alcune aree monitorate. Secondo gli studiosi, ogni episodio di El Niño può presentarsi con intensità diversa. In alcuni casi porta periodi più caldi in determinate regioni, mentre in altre aree può favorire precipitazioni più frequenti o condizioni meteorologiche instabili. Proprio per questo motivo gli scienziati seguono con grande attenzione l’evoluzione dei dati oceanici e atmosferici.
Il ricercatore Daniel Swain, esperto di clima con base a Los Angeles, sottolinea che i segnali attuali indicano la possibile formazione di un evento significativo nei prossimi mesi. Tuttavia, per comprendere con precisione l’intensità e gli effetti del fenomeno saranno necessari ulteriori aggiornamenti e analisi nelle prossime settimane.