Vorremmo che fosse solo un incubo, uno di quelli che, una volta svegli, ci fanno tirare un sospiro di sollievo ma così non è , in quanto lui ci ha lasciati per davvero, strappato alla dimensione terrena e all’affetto dei suoi cari, oltre che dei colleghi e dei fan che ne piangono la dipartita.
Era un grande, Giuseppe ‘Pippo’ Marcenaro, giornalista, scrittore e saggista, figura di spicco del panorama culturale di Genova e della Liguria e se ne è andato a 81 anni. Era nato il 30 marzo 1942, Pippo, divenuto giornalista professionista dal 1970.
Tante le sue importanti collaborazioni con autorevoli quotidiani nazionali, da La Stampa, Il Secolo XIX, Il Venerdì di Repubblica e Il Foglio. Nella sua lunga e proficua carriera, tanti articoli, a sua firma, sono finiti su Il Lavoro, Il Giorno, L’Europeo, Epoca, Leggere, Il Caffè, Nuova Antologia, L’Espresso, Meridiani, Nuova Storia Contemporanea e Alias.
Pippo, d al 1975 al 1984 – ovvero per tutta la durata della pubblicazione, per chi non lo sapesse, è stato direttore della rivista di letteratura, storia e filosofia Pietre. Ma non è tutto, perché sono state scritte da lui importanti biografie fra cui quella di Eugenio Montale e quella di Giovanni Ansaldo, ritratto ne Il giornalista di Ciano. Diari 1935-1943, edito da Il Mulino, Bologna, 2000.
Autore libri, saggi e curato mostre, Marcenaro ha raggelato tutti con la sua scomparsa. Sono in tanti ad aver inondato i familiari di messaggi di cordoglio, tra cui il presidente e assessore alla Cultura Giovanni Toti e la sua giunta, che hanno espresso il loro cordoglio per la scomparsa di questo grande giornalista e scrittore. Toti ha dichiarato: “La Liguria perde un grande saggista, scrittore e giornalista, da decenni in primo piano nel panorama culturale genovese e ligure. Alla sua famiglia le nostre più sentite condoglianze”.