Tra i filmati più recenti, quelli che potrebbero aiutare gli inquirenti a ricostruire l’accaduto, troviamo il video che immortala la piccola Kata mentre si allontana dal gruppo di bambini con cui giocava, dirigendosi da sola verso l’uscita laterale dello stabile occupato abusivamente in cui viveva, alle 15.01 di sabato pomeriggio, per poi tornare nel cortile dell’ex albergo.
I carabinieri continuano a raccogliere le testimonianze di tutti gli ex occupanti dell’edificio, nella speranza di avere una ricostruzione più nitida, e di altri testimoni che possano aver visto o sentito qualcosa utile, una volta per tutte, a risolvere il giallo della piccola Kata.
In questo scenario complesso, c’è un dettaglio di non poco conto, riferito nei giorni scorsi da un testimone, nell’ambito proprio delle indagini sul mistero di Kataleya Alvarez. Il testimone, come riportato da Repubblica, ha parlato di due uomini che, in due distinte occasioni, si sarebbero presentati nell’ex albergo occupato, chiedendo insistentemente di un parente di Kata.
Parliamo di una testimonianza su cui i carabinieri e la procura hanno accesso i riflettori, per cercare riscontri, e, a cascata, individuare chi sono questi due uomini e soprattutto, per quale motivo si siano comportati in questo modo. Le domande che prendono il via dopo queste dichiarazioni, ovviamente, sono tante. Ci si chiede, legittimamente, se questi due uomini possano aver preso la minore anziché il parente.
E soprattutto, chi poteva avercela con gli Alvarez, la famiglia di Kata? E per quali motivi? Ad oggi, lo ricordiamo, la tesi avvalorata è che dietro il presunto rapimento della minore ci sia il racket degli affitti all’interno dell’ex hotel Astor. Questa è la pista privilegiata dalla pm antimafia Christine von Borries, dal sostituto Giuseppe Ledda e dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli, a capo delle indagini. Potrebbero essere stati questi uomini, di cui parla il testimone, a prendere la bambina, magari caricandola in auto? Tanti, troppi, i dubbi ai quali occorrerà trovare una risposta.