"Perde la vita anche lui dopo l’intervento". Nuovo choc in Italia dopo il caso del piccolo Domenico (2 / 2)

Il silenzio che avvolge Rivara, nel Torinese, è quello dei giorni in cui il dolore diventa collettivo. A sette anni, Alessandro Cardì, per tutti Ale, ha concluso il suo viaggio terreno nella notte tra l’11 e il 12 febbraio, lasciando un vuoto che travalica la soglia di casa sua per estendersi a tutta la comunità. In un paese dove tutti si conoscono, la scomparsa di un bambino ferisce l’anima stessa del luogo.

Ale era un bambino speciale, non solo per l’affetto che sapeva suscitare, ma per la forza con cui affrontava la vita. Fin dalla nascita conviveva con la sindrome Mcap, una rara condizione genetica caratterizzata da megalencefalia, che richiedeva attenzioni costanti e un amore incondizionato che la sua famiglia non gli ha mai fatto mancare.

Nonostante le fragilità, chi lo incontrava ne serba il ricordo di un bambino solare. Il suo sorriso era un linguaggio universale che parlava di speranza, di voglia di vivere nonostante le difficoltà. Il 4 febbraio, Ale era stato sottoposto a un intervento di routine presso l’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino. L’operazione alle adenoidi, considerata una procedura standard, si era svolta regolarmente. Dopo alcuni giorni di osservazione, il piccolo era tornato a casa, apparentemente sulla via della guarigione.

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Poi, l’imprevedibile. Nelle ore notturne, un improvviso malore ha strappato Ale all’affetto dei suoi cari. Inutile la corsa disperata dei soccorsi: per il bambino non c’era più nulla da fare. La cronologia degli eventi – un intervento programmato seguito da un decesso inaspettato a distanza di pochi giorni – ha fatto emergere inevitabili interrogativi. Per questo motivo, la Procura di Ivrea, guidata dal procuratore Gabriella Viglione, ha avviato un’inchiesta conoscitiva.

Non ci sono indagati né ipotesi di reato in questa fase: si tratta di un atto dovuto per accertare se possa esistere un nesso causale tra l’operazione e la triste fine del piccolo. L’autopsia, affidata a specialisti, dovrà chiarire le cause del decesso e valutare il possibile ruolo della patologia pregressa. Nel frattempo, Rivara si stringe attorno alla famiglia. Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno espresso il proprio cordoglio, mentre amici, compagni di scuola e conoscenti ricordano Ale con discrezione e affetto.