Zaray Coratella, 12 anni, è deceduta il 19 settembre 2017 all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari durante un’operazione al femore, a causa di un’ipertermia maligna, una reazione rara ma potenzialmente letale all’anestesia. L’emergenza non è stata gestita con prontezza e la specializzanda che si era accorta della crisi è stata allontanata dalla sala operatoria.
Uno degli aspetti più controversi riguarda il dantrolene, il farmaco salvavita che avrebbe potuto contrastare l’ipertermia maligna. La dottoressa Elisiana Lovero, all’epoca specializzanda e oggi anestesista, ha riferito che inizialmente le era stato detto che il farmaco non era disponibile, ma che in seguito è stato somministrato, senza chiarezza sui tempi.
Inoltre, secondo il padre adottivo di Zaray, Massimo Coratella, la confezione era scaduta da due mesi e non è mai stata effettuata un’analisi sul farmaco usato. Oltre all’assenza di una risposta tempestiva, in sala operatoria mancavano strumenti fondamentali per il monitoraggio del paziente. Il termometro elettronico non funzionava e si è dovuto ricorrere a un termometro a mercurio, inadeguato per un’emergenza simile.
Anche l’elettrocardiografo risultava guasto, una serie di mancanze che potrebbero aver contribuito al triste esito dell’intervento. Un altro punto controverso riguarda la rottura della giugulare di Zaray, rilevata dall’autopsia e attribuita al forte irrigidimento muscolare causato dalla crisi. Tuttavia, secondo Massimo Coratella, un medico in terapia intensiva avrebbe tentato senza successo un intervento sulla giugulare, ipotesi che sarebbe stata inizialmente ammessa dallo stesso dottore prima di cambiare versione in tribunale.
A distanza di otto anni, Elisiana Lovero ha raccontato pubblicamente la sua versione dei fatti, ponendosi una domanda che non la abbandona: “Se mi avessero dato subito il dantrolene, quante vite sarebbero cambiate?”. Oggi il padre adottivo di Zaray continua a lottare per ottenere giustizia, denunciando le carenze della struttura e la mancanza di risposte chiare da parte della sanità .