
Andrea Sciorilli, un giovane di 21 anni, è trovato senza vita all’interno del garage del condominio in cui viveva con la famiglia a Vasto. Le prime ricostruzioni confermano subito la natura violenta dell’accaduto: sul corpo sono presenti ferite da taglio che indirizzano immediatamente le indagini verso l’ipotesi di delitto.
La scena del crimine si presenta fin da subito complessa. Il corpo si trova in fondo alla rampa che conduce ai box auto, all’interno di un’area condominiale delimitata e frequentata dai residenti. I segni rilevati sul corpo suggeriscono un affronto tremendo, sino all’agghiacciante confessione del padre, Antonio Sciorilli, quella di essere stato lui a togliere la vita al figlio.
La notizia del suo fermo è stata confermata dal legale dell’uomo, l’avvocato Massimiliano Baccalà, dopo la confessione: “L’ho uccis* io, mio figlio era un violento”. Dirigente amministrativo della Asl Lanciano-Vasto e Chieti, era stato il primo a riferire del ritrovamento del corpo del figlio, sostenendo di essere intervenuto subito dopo l’allarme lanciato dalla moglie.

A quanto pare i rapporti in famiglia erano tesi. Nel 2024 il padre aveva denunciato il figlio per atti di violenza in casa. A indirizzare gli investigatori verso la pista familiare sarebbero stati alcuni elementi raccolti già nelle prime ore successive al ritrovamento del corpo. Fondamentali le tracce di sangue rinvenute dalla scientifica con il luminol all’interno dell’ascensore e sul pianerottolo dell’abitazione di famiglia.
Nel frattempo, la comunità di Vasto resta sconvolta. Il giovane era conosciuto in città e la notizia si diffonde rapidamente, lasciando sgomento e incredulità tra amici e residenti. Le indagini proseguono senza sosta, mentre gli inquirenti cercano di ricostruire gli ultimi movimenti di Andrea e di individuare il responsabile di un delitto che ha profondamente colpito l’intera comunità locale.