Il 2023 si è aperto con un leggero miglioramento rispetto al 2022 per quanto riguarda il livello dei prezzi, ma non ancora sufficiente per risollevare un’economica ancora fortemente compromessa. Il potere di acquisto degli italiani si è dimezzato, rendendo straziante recarsi persino al supermercato per fare la spesa.
Tra le fasce sociali più colpite dalla crisi spiccano senza ombra di dubbio i pensionati. Far fronte a questi aumenti con pensioni esigue, come sono gran parte di quelle italiane, è diventato ormai un problema all’ordine del giorno del governo Meloni e tante promesse elettorali sono state fatte in tal senso.
Finalmente sembrano esserci delle belle notizie. In vista del mese di luglio 1,3 milioni di pensionati beneficeranno di un aumento fino a 36 euro in più in busta paga. Si tratta di misure che era in programma si attuassero già a partire dal mese di gennaio, ma che il governo ha poi prorogato per individuare al meglio i beneficiari.
Tuttavia, a partire da luglio dovrebbero essere accreditati anche tutti gli arretrati a partire da inizio anno. Affrontando più nel dettaglio questa importante misura, è previsto un incremento dell’1,5% (per il 2023) e del 2,7% (per il 2024) per le pensioni con un importo pari o inferiore al minimo Inps; per i pensionati che hanno compiuto 75 anni è prevista una pensione minima incrementata del 6,4% già a partire dal 2023.
Si vocifera inoltre che, in vista della prossima legge di bilancio, il governo potrebbe prevedere degli aumenti ancora maggiori: del 2,7% per tutti. Intanto, grazie a questa misura diretta in primis a contrastare l’inflazione, tutte le pensioni si avvicineranno all’importo di 600 euro: chi percepisce un assegno da 563,74 euro riceverà 572,20 euro (per gli incrementi dell’1,5%) e a 599,82 euro (per gli over 75).